Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
Vermiglio di Maura Delpero sarà il candidato italiano all’Oscar per il Miglior film internazionale
Oggi il Comitato di Selezione, l’organo che ha il compito di decidere quale film rappresenterà l’Italia nella corsa all’Oscar per il Miglior film internazionale, ha annunciato il nostro Paese sottoporrà all’attenzione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences Vermiglio di Maura Delpero. La strada ovviamente è ancora lunga: questo è solo l’inizio di una procedura di selezione che andrà avanti per mesi, adesso tutti i Paesi scelgono un loro rappresentante, poi l’Academy ne inserirà quindici nella longlist, tra questi quindici ne verranno scelti cinque che si contenderanno l’Oscar. Le tappe che ci separano dall’annuncio delle candidature sono: l’inizio delle votazioni per le nomination (il 9 dicembre); la fine delle votazioni per le nomination (il 13 dicembre); annuncio shortlist (il 17 dicembre); annuncio candidature (il 12 gennaio). Alla fine della strada c’è il Dolby Theatre di Los Angeles, dove il 2 marzo si terrà la cerimonia di premiazione.
«Per la sua capacità di raccontare l’Italia rurale del passato, i cui sentimenti e temi vengono resi universali e attuali», questo un estratto del comunicato stampa con il quale il Comitato di Selezione ha annunciato la sua scelta. Una decisione sorprendente: quasi tutti davano per scontata la candidatura di Parthenope di Paolo Sorrentino (di cui abbiamo parlato qui), considerato anche e soprattutto il fatto che Parthenope godrà del privilegio di una distribuzione nordamericana curata da A24, fatto che – quantomeno nelle previsioni degli addetti ai lavori – avrebbe considerevolmente aumentato le possibilità del film di arrivare alla shortlist se non proprio alla candidatura all’Oscar. Ma Vermiglio è stato preferito non solo a Parthenope ma ad altri 16 film: Accattaroma di Daniele Costantini, Campo di battaglia di Gianni Amelio, Cento domeniche di Antonio Albanese, Confidenza di Daniele Luchetti, Food for profit di Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi, Gloria! di Margherita Vicario, I bambini di Gaza – Sulle onde della libertà di Loris Lai, Il mio posto è qui di Daniela Porto e Cristiano Bortone, Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini, L’altra via di Saverio Cappiello, La casa di Ninetta di Lina Sastri, La vita accanto di Marco Tullio Giordana, Lubo di Giorgio Diritti, Palazzina Laf di Michele Riondino, Volare di Margherita Buy e Zamora di Neri Marcorè.
C’è da dire però che Vermiglio è stato uno dei film meglio ricevuti durante l’ultima Mostra del cinema di Venezia, dove era in concorso per il Leone d’oro e dove ha vinto il Leone d’argento – Gran premio della giuria. Il film è arrivato nelle sale italiane da una settimana (per la precisione, la distribuzione è iniziata il 18 settembre) e sta riscuotendo un successo crescente: al 23 settembre l’incasso ammonta a 151.977 mila euro, il film è tra i dieci più visti attualmente in Italia, fatti che hanno convinto il distributore ad aumentare il numero di sale nel quale viene proiettato. Dopo la notizia della candidatura, sicuramente questo numero aumenterà ancora.
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Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.