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13:32 lunedì 20 aprile 2026
Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.
Gli Strokes hanno usato il palco del Coachella per denunciare tutti i crimini che gli Usa hanno commesso nel mondo dagli anni ’50 a oggi Lo hanno fatto con un video in cui mostravano i colpi di Stato in Cile, Bolivia, Congo (solo per citarne alcuni) e poi i bombardamenti su Gaza e Iran.
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.

Raccontare Valentino a Pechino

La grande esperienza multimediale Valentino: Re-Signify, partita a Shanghai, si sposta nella capitale della Cina per il suo secondo capitolo.

di Studio
18 Ottobre 2021

Ha inaugurato sabato 16 ottobre negli spazi del T-10 di Skp South a PechinoValentino: Re-Signify Part Two, il secondo capitolo della grande esperienza multimediale lanciata dal marchio a Shanghai lo scorso dicembre. Per introdurre e raccontare al pubblico cinese la storia e l’evoluzione del marchio, il direttore creativo Pierpaolo Piccioli ha scelto una formula mista in cui fa rivivere l’archivio e il presente del brand attraverso quattro punti cardinali, la Couture, l’Atelier, Stud e VLogo Signature. Fino al 7 novembre, i visitatori potranno approfondire l’universo estetico che Piccioli ha costruito per Valentino da quando, nel 2016, ne ha assunto la piena direzione artistica. Un processo di “ri-significazione” che è partito da quei segni che hanno fatto la storia del brand – come appunto le collezioni d’alta moda, il luogo archetipico che è l’atelier, la collezione di accessori Stud e il lavoro sul logo – e che Piccioli ha radicato via via nella contemporaneità, esplorando nuove modalità di espressione e territori. Il percorso da lui avviato si intreccia perciò con le opere di artisti provenienti da tutto il mondo, che utilizzando linguaggi molteplici e tra loro incoerenti, offrono un punto di vista personale su diversi temi.

Dal modo in cui la luce interagisce con i materiali e le superfici al corpo umano nella rappresentazione classica fino a quella digitale e algoritmica, dalla natura, rappresentata nelle riprese lo-fi e analogiche su pellicola trasmesse su schermi catodici o al contrario ultra-raffinata in modellazione 3D, al tema della città, luogo d’elezione per lo sviluppo dell’attività e della creatività umane, quel «piano promiscuo in cui le comunità si nutrono di segni ridefinendosi continuamente», esattamente come fanno i marchi di moda che oggi vogliono parlare a un pubblico globale. Gli abiti scelti da Pierpaolo Piccioli, provenienti dall’archivio, dall’Haute Couture recente e contemporanea incluse le collezioni Valentino Of Grace and Light e Valentino Code Temporal, e dalla sfilata Prêt-à-Porter Valentino Act Collection, sono esposti su manichini Bonaveri e dialogano idealmente con opere di artisti differenti, tra cui Cao Fei, Xu Zhen, Gioele Amari, Robert Muller, Liu Shiyuan, Cheng Ran, Shen Xin e Xu Wenkai tra gli altri. Nei tre pannelli della serie “A Shaking We”, ad esempio, Liu Shiyuan si interroga sulla fluidità del passaggio del tempo in un susseguirsi di fotografie statiche che possiedono una loro coerenza formale e cromatica, a cui sovrappone ulteriori livelli narrativi fatti di frasi e interventi fotografici. In “We Were Never Alone Never Bored” l’artista mette invece in relazione, attraverso l’attiguità cromatica, l’organico e il digitale, mentre nella serie di sculture “Chair” sviluppa le possibilità ludiche degli oggetti banali e che siamo soliti dare per scontati, creando un equilibrio instabile e sospeso grazie a una sedia che poggia su due palloncini. I due look della collezione Valentino Code Temporal che sono stati abbinati al suo lavoro sono anch’essi espressione di una delicata composizione e di modularità del gesto, visibile nel pattern fatto di tagli e nella ripetizione della sequenza pieno/vuoto.

In “Diary of a Madman”, installazione immersiva e multi-video, Cheng Ran affronta il tema della città come spazio stratificato di umanità differenti e come luogo cristallizzato e inaspettato allo stesso tempo. Composto durante una residenza d’artista di tre mesi un cui visitava per la prima volta New York, questo lavoro indaga come la città più mostrata e raccontata dell’Occidente possa rivelarsi una miniera di esperienze oblique, grottesche e illuminante grazie al suo sguardo filtrato dalla formazione e dalla cultura cinese, che crea cortocircuiti. A metà tra il documentario e la fiction, nel suo lavoro Ran capovolge la descrizione classica della città portando alla luce una realtà alternativa e imprevedibile. I quattro look della collezione prêt-à-porter Valentino Act Collection, che aveva sfilato al Piccolo Teatro di Milano riaprendo quel luogo chiuso dalla pandemia, si inseriscono senza sforzo in questa epopea minima newyorkese «ombrosa e fosca». Non c’è un percorso predefinito per godere di quest’esperienza: non è stata infatti prevista, tanto nelle intenzioni dei curatori Mariuccia Casadio e Jacopo Bedussi – li avevamo intervistati qui – quanto in quelle di Piccioli, una fruizione unidirezionale dei contenuti. È invece un invito a perdersi, ad esplorare, seguendo ciò che ognuno percepisce come attraente e in cui la successione degli elementi messi in campo non segue rapporti consequenziali o di causa ed effetto.

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