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13:42 domenica 31 maggio 2026
Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.
C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per tassare i grandi patrimoni anche in Italia Si tratta di un'imposta progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe solo l'1 per cento della popolazione.
Firenze ha aumentato moltissimo le zone della città in cui è vietato aprire nuovi B&B e fare affitti brevi Nelle zone ora incluse nel blocco ci sono 67 mila abitazioni che ora non potranno essere destinate né all'uno né all'altro scopo.
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.

Rinascere a Venezia con Valentino

Con la sfilata Haute Couture che si è tenuta alle Gaggiadre, negli spazi dove si tiene la Biennale, Pierpaolo Piccioli celebra la bellezza e la voglia di tornare alla vita.

16 Luglio 2021

Lo scorso marzo, il direttore creativo di Valentino Pierpaolo Piccioli aveva scelto il Piccolo Teatro per la sua Art Collection, in cui aveva scelto di fare un esercizio di sottrazione, concentrandosi sul bianco e sul nero per rendere il suo messaggio «secco, asciutto e radicale», in linea con la tradizione di attivismo politico e culturale del luogo che ospitava lo show. Giovedì 15 luglio Piccioli è tornato a sfilare in Italia ma questa volta ha scelto Venezia, e più nello specifico lo spazio assoluto e naturale delle Gaggiadre, presso l’Arsenale, dove tradizionalmente si svolgono le Biennali di Arte e di Architettura. La collezione Des Ateliers è un esercizio di dialogo tra il mondo della moda, nella sua espressione più alta che è la couture, e quello dell’arte, che nella visione di Piccioli esistono l’una accanto all’altra senza complessi di inferiorità – la moda non è arte, si legge nelle note sulla sfilata, «perché quest’ultima basta a sé stessa mentre la prima ha sempre uno scopo, una funzione, un utilizzo» – e che si materializza in un progetto corale.

Un momento della sfilata Valentino Des Atelier a Venezia, 15 luglio 2021. Foto courtesy of Valentino

La collezione, infatti, è frutto di un “cantiere di invenzione” cui ha partecipato un gruppo di artisti contemporanei, scelti dal direttore creativo insieme al curatore Gianluigi Ricuperati, ai quali è stato chiesto di partecipare, seguendo la propria inclinazione estetica, al processo di costruzione di un abito di alta moda. Sono Joel S. Allen, Anastasia Bay, Benni Bosetto, Katrin Bremermann, Guglielmo Castelli, Maurizio Cilli, Danilo Correale, Luca Coser, Jamie Nares, Francis Offman, Andrea Respino, Wu Rui, Sofia Silva, Alessandro Teoldi, Patricia Treib, Malte Zenses e Kerstin Brätsch: si tratta di artisti che, grazie a una serie di incontri dal vivo e a distanza, hanno lavorato sul passaggio dalla bidimensionalità dell’opera alla tridimensionalità dell’abito, in un confronto tra atelier, quello dell’artista e quello del couturier, che si fa interessante proprio per le differenze in gioco.

Il risultato è una monumentale collezione di 84 look, che sfilano a filo d’acqua accompagnati dalla bellissima voce di Cosima nel luogo dove la Vuslat Foundation ha commissionato l’installazione di “Idee di pietra – Olmo”. Come per la sfilata al Piccolo Teatro, che era prêt-à-porter ma che si ispirava ai codici della Haute Couture – una distinzione che nel lavoro di Piccioli, in realtà, è sempre piuttosto labile – anche in questa collezione ci sono look più mondani e ci sono look maschili, che poi si evolvono in tutta la straordinarietà dell’alta moda, tra i cappelli-Medusa di Philip Treacy che fluttuano nell’aria estiva e gli abiti da ballo grandiosi, colorati e ingombranti, che nell’uscita finale si stagliano sul tramonto morbido dell’Arsenale (Hamish Bowles ha scritto su Vogue Us di essersi emozionato molto) e sulla placidità della laguna veneziana quando non è arrabbiata e quando non è oscurata dalle grandi navi (bandite nuovamente dal primo agosto, speriamo questa volta per sempre), quando è luglio e per molti le vacanze sono già iniziate, quando l’eleganza di un couturier italiano si sposa con la maestosità di una fabbrica di epoca preindustriale, la stessa dove venivano costruite le navi della flotta della Serenissima, che da quel porto sarebbero partite a unire, e a dividere, quel piccolo lembo di terra che è il nostro Paese con il resto del mondo. Un messaggio semplice, di bellezza nella sua forma più pura, che unisce l’artigianato all’arte, il saper fare al saper immaginare, perché abbiamo sbagliato a considerarle due azioni differenti, la voglia di ricominciare, qui come altrove, e di guardare avanti, trovando però un po’ di consolazione in quello che siamo sempre stati.

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