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16:38 mercoledì 25 febbraio 2026
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.
Una battaglia di palle di neve organizzata in un parco di New York è degenerata quando i partecipanti hanno iniziato a prendere a palle di neve la polizia Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".
È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900 Editore e critico, con la sua rivista ha creato un punto di riferimento per l’arte internazionale, lanciando molti nomi della scena contemporanea.
Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica” L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.

Rinascere a Venezia con Valentino

Con la sfilata Haute Couture che si è tenuta alle Gaggiadre, negli spazi dove si tiene la Biennale, Pierpaolo Piccioli celebra la bellezza e la voglia di tornare alla vita.

16 Luglio 2021

Lo scorso marzo, il direttore creativo di Valentino Pierpaolo Piccioli aveva scelto il Piccolo Teatro per la sua Art Collection, in cui aveva scelto di fare un esercizio di sottrazione, concentrandosi sul bianco e sul nero per rendere il suo messaggio «secco, asciutto e radicale», in linea con la tradizione di attivismo politico e culturale del luogo che ospitava lo show. Giovedì 15 luglio Piccioli è tornato a sfilare in Italia ma questa volta ha scelto Venezia, e più nello specifico lo spazio assoluto e naturale delle Gaggiadre, presso l’Arsenale, dove tradizionalmente si svolgono le Biennali di Arte e di Architettura. La collezione Des Ateliers è un esercizio di dialogo tra il mondo della moda, nella sua espressione più alta che è la couture, e quello dell’arte, che nella visione di Piccioli esistono l’una accanto all’altra senza complessi di inferiorità – la moda non è arte, si legge nelle note sulla sfilata, «perché quest’ultima basta a sé stessa mentre la prima ha sempre uno scopo, una funzione, un utilizzo» – e che si materializza in un progetto corale.

Un momento della sfilata Valentino Des Atelier a Venezia, 15 luglio 2021. Foto courtesy of Valentino

La collezione, infatti, è frutto di un “cantiere di invenzione” cui ha partecipato un gruppo di artisti contemporanei, scelti dal direttore creativo insieme al curatore Gianluigi Ricuperati, ai quali è stato chiesto di partecipare, seguendo la propria inclinazione estetica, al processo di costruzione di un abito di alta moda. Sono Joel S. Allen, Anastasia Bay, Benni Bosetto, Katrin Bremermann, Guglielmo Castelli, Maurizio Cilli, Danilo Correale, Luca Coser, Jamie Nares, Francis Offman, Andrea Respino, Wu Rui, Sofia Silva, Alessandro Teoldi, Patricia Treib, Malte Zenses e Kerstin Brätsch: si tratta di artisti che, grazie a una serie di incontri dal vivo e a distanza, hanno lavorato sul passaggio dalla bidimensionalità dell’opera alla tridimensionalità dell’abito, in un confronto tra atelier, quello dell’artista e quello del couturier, che si fa interessante proprio per le differenze in gioco.

Il risultato è una monumentale collezione di 84 look, che sfilano a filo d’acqua accompagnati dalla bellissima voce di Cosima nel luogo dove la Vuslat Foundation ha commissionato l’installazione di “Idee di pietra – Olmo”. Come per la sfilata al Piccolo Teatro, che era prêt-à-porter ma che si ispirava ai codici della Haute Couture – una distinzione che nel lavoro di Piccioli, in realtà, è sempre piuttosto labile – anche in questa collezione ci sono look più mondani e ci sono look maschili, che poi si evolvono in tutta la straordinarietà dell’alta moda, tra i cappelli-Medusa di Philip Treacy che fluttuano nell’aria estiva e gli abiti da ballo grandiosi, colorati e ingombranti, che nell’uscita finale si stagliano sul tramonto morbido dell’Arsenale (Hamish Bowles ha scritto su Vogue Us di essersi emozionato molto) e sulla placidità della laguna veneziana quando non è arrabbiata e quando non è oscurata dalle grandi navi (bandite nuovamente dal primo agosto, speriamo questa volta per sempre), quando è luglio e per molti le vacanze sono già iniziate, quando l’eleganza di un couturier italiano si sposa con la maestosità di una fabbrica di epoca preindustriale, la stessa dove venivano costruite le navi della flotta della Serenissima, che da quel porto sarebbero partite a unire, e a dividere, quel piccolo lembo di terra che è il nostro Paese con il resto del mondo. Un messaggio semplice, di bellezza nella sua forma più pura, che unisce l’artigianato all’arte, il saper fare al saper immaginare, perché abbiamo sbagliato a considerarle due azioni differenti, la voglia di ricominciare, qui come altrove, e di guardare avanti, trovando però un po’ di consolazione in quello che siamo sempre stati.

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