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A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Chi sono le twitch girl e perché certi youtuber le odiano

Molte ragazze hanno successo nei video di gaming anche grazie al loro corpo: lo youtuber più famoso del mondo ha aperto il dibattito.

29 Maggio 2018

Per chi non lo sapesse Twitch è una piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon dedicata allo streaming di videogiochi. Lanciata nel 2001 con contenuti che possono essere visti sia in diretta che on demand, attualmente Twitch conta 15 milioni di utenti al giorno. Nel corso degli anni il canale ha decretato il successo di una quantità di ragazzi e ragazze che si fanno guardare mentre “giocano ad alta voce”, spesso in diretta, interagendo direttamente con gli utenti che scrivono commentando la partita e le impressioni sui videogame. Durante i video molti di loro condividono generosamente particolari della loro vita privata: parlano delle loro relazioni amorose, della famiglia, del passato, confidano insicurezze e progetti personali, e soprattutto comunicano uno con l’altro, spesso litigando, citandosi e contestandosi a vicenda.

Il loro pubblico è immenso e non è costituito soltanto da nerd invasati: a guardarli è anche gente che non gioca affatto e che li segue come fossero personaggi di un reality. Tra questi spettatori passivi ci sono anche tantissimi bambini: i miei nipoti, ad esempio, che hanno tutti intorno ai 10 anni, seguono con passione diversi gamer, maschi e femmine, e non giocano a nessuno dei giochi utilizzati da loro (tranne Minecraft). Dopo averli visti ipnotizzati di fronte allo schermo dei pc, scossi da improvvise e potentissime crisi epilettiche di risate, ho provato ad entrare nei loro cervellini: perché? I maschi, che guardano solo maschi, mi hanno risposto: «sono simpaticissimi», e la femmina (che guarda sia maschi che femmine, ma la sua preferita è una ragazza che ha più di vent’anni), ha formulato una riflessione un po’ più ambiziosa: «lei è simpaticissima e mi piace soprattutto quando racconta cose della sua vita. E poi è bellissima».

Pochi giorni fa Motherboard ha parlato di un caso che ha scatenato un dibattito tra gli utenti della comunità del gaming, sollevando una serie di questioni pungenti rispetto al genere di appartenenza. Tutto è partito da una serie di considerazioni avanzate da Pewdiepie, che per chi non lo sapesse è lo youtuber più seguito al mondo. Svedese, classe 1989, nel 2015 Felix Kjellberg (questo il suo vero nome) ha battutto tutti i record totalizzando 10 miliardi di visualizzazioni: attualmente il suo canale conta circa 62 milioni di iscritti. Cos’è successo? In pratica Kjellberg ha caricato un video in cui testava l’eye tracker di Tobii, un dispositivo che mostra in tempo reale cosa sta guardando l’utente sullo schermo. Sagacemente, uno dei video sui quali ha voluto provarlo è stato SEXIEST TWITCH GIRL STREAMERS APRIL 2017!!! #2, una compilation delle gamer più sexy. Scherzando sulla fatica fatta per non fissare le tette delle ragazze, Kjellberg le ha chiamate «stupid Twitch thots».

E qui è partito il dibattito. Il fatto è che inconsapevolmente, ma più spesso consapevolmente, alcune gamer trasformano le loro sessioni in video carichi di tensione sessuale. Il fascino di molte twitch girl si basa su una serie di costanti che aizzano lo spettatore, attivando un senso di competizione nella spettatrice femminile: le ragazze sono quasi sempre in tenuta da casa (abitazioni, a quanto pare, dotate di impianti di riscaldamento potentissimi) e quindi sfoggiano leggings, pantaloncini e top scollati senza reggiseno. I loro movimenti mettono in moto le forme, generando quella specie di snervante eccitazione che deriva dal non riuscire a vedere tutto, ma vedere comunque qualcosa. Il fatto, poi, che queste faccine perfettamente truccate si comportino come fossero completamente ignare della carica erotica sprigionata e, soprattutto, si dilunghino in tediosissimi monologhi sui vari videogiochi, di cui sono estremamente esperte, non fa che aumentare l’eccitazione.

Niente di tutto ciò accade coi maschi: loro parlano di giochi e basta, e anche se sono molto carini, di certo nessuno si ritrova a fissargli il petto. Questa può essere considerata una grande libertà – la possibilità di condividere una passione contando solo sulla propria esperienza/bravura – ma anche come un handicap. L’idea che le twitch girl più popolari godano di un grande successo anche grazie al loro corpo, infatti, fa incazzare molti youtuber maschi. Alcuni di loro utilizzano spesso immagini di ragazze nelle anteprime dei loro video, nella speranza di ottenere più visualizzazioni. Oppure creano video montandone i “fail” (cioè i momenti in cui per errore si vede un po’ troppo) o classificando le migliori (qui un esempio).

Il caso è montato quando Alinity, una delle ragazze che compare nel video usato da Kjellberg per il suo “esperimento sullo sguardo”,  è insorta, segnalandolo per una questione di copyright. Ma i diritti in questione sono altri. Lui, infatti, ha caricato un video in cui spiega che come tutte quelle che si comportano come lei, Alinity merita il tipo di abusi che riceve perché si veste succintamente mentre gioca. Una cascata di commenti maschili entusiasti ha inondato il video di Kjellberg. Secondo Samantha Cole, l’autrice dell’articolo di Motherboard, il ragazzo ha lanciato un messaggio che suona più o meno come «se ti sei vesti sexy e ti molestano, è colpa tua: te la sei cercata». Il dibattito scatenato dal caso Pewdiepie-Alinity ricorda che il potere del corpo femminile è un boomerang che rischia sempre di tornare a sbattere contro chi l’ha lanciato. Ma ognuno ha il diritto di usare la sua bellezza come vuole, semplicemente perché è sua: non per questo merita meno rispetto. Al massimo, un po’ di invidia.

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