Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
La tv argentina ha scambiato Gasperini per il truffatore che si era travestito da sua madre per riscuoterne la pensione
Un meme molto condiviso sui social italiani è stato trasmesso dal tg argentino, che ha scambiato Gasperini per il Mrs. Doubtfire italiano.
Continua ad appassionare la stampa internazionale il bizzarro caso di cronaca nera dell’uomo che si è travestito come l’anziana madre, ormai morta, per poter continuare a riscuotere la sua pensione. Dal Mantovano la storia è finita persino sul New York Post, che ha ribattezzato il truffatore come il “Mrs. Doubtfire italiano”. L’uomo di Borgo Virgilio aveva occultato il cadavere della madre in casa, continuando a riscuoterne per anni la pensione. Il caso è emerso quando il truffatore ha dovuto rinnovare la carta d’identità della madre. Per andare all’anagrafe a rinnovare il documento si è quindi travestito da lei imitando il suo modo di truccarsi, l’acconciatura e il look.
Nelle scorse ore la vicenda, già molto strana, si è arricchita di un’ulteriore svolta: l’emittente Telefe Noticias ha commesso una clamorosa gaffe e nel raccontare la truffa in un servizio del telegiornale, ha mostrato per ben due volte un meme che ritrae l’attuale allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, scambiandolo per il vero protagonista della frode. Il servizio è poi stato caricato su YouTube e visualizzato da migliaia di utenti prima che l’emittente si accorgesse dell’errore e lo rimuovesse.
La vicenda di cronaca dell’uomo di Mantova era diventata oggetto di una pioggia di meme sui social dopo la pubblicazione della fototessera con l’uomo camuffato come l’anziana madre. Il meme di Gasperini, creato per satira o ironia da alcuni utenti che ne sottolineavano la somiglianza con l’uomo travestito da anziana signora, è riuscito a varcare i confini nazionali e ingannare anche i giornalisti argentini.
Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
App, newsletter, piattaforme, servizi di ogni natura e genere: la nostra dipendenza dagli abbonamenti ormai ha anche un nome scientifico, subscription service overload. E, come per tutte le malattie gravi, c'è chi inizia a proporre e praticare cure molto radicali.