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12:26 venerdì 3 luglio 2026
C’è un sito che usa le opere di Mark Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.

Il video AI sulla “Riviera di Gaza” di Trump è così delirante che non sappiamo come commentarlo

26 Febbraio 2025

Su Rivista Studio Giulio Silvano ha scritto che gli Stati Uniti si stanno trasformando nella prima dittatura kitsch della storia. Non sono passate nemmeno 24 ore dalla pubblicazione di quel pezzo e già l’aggettivo kitsch non serve più a descrivere la situazione: oramai la situazione americana è terrificante e basta, come dimostra l’orrendo video con il quale Trump ha ribadito il suo progetto di trasformare la Striscia di Gaza nella Riviera del Medio Oriente (ne avevamo parlato qui).

Pubblicato inizialmente su Truth e poi condiviso su tutti i suoi profili social, il video è generato con l’intelligenza artificiale ed è, come tanti sui social hanno già detto, un tentativo di raccontare una pulizia etnica come un’operazione immobiliare. “Gaza 2025” è la scritta a caratteri cubitali che nei primi secondi del video si sovrappone a scene di soldati intenti a ripulire le strade di Gaza da quelli che Trump considera evidentemente dei rifiuti: i palestinesi.

Dopo questo entusiasmante incipit, il video mostra quello che Trump ha in serbo per Gaza: una skyline fatto tutto di Trump Tower, spiagge in cui donne barbute eseguono la danza del ventre ininterrottamente, 24 ore su 24, 7 giorni su 7; strade piene di Tesla e chiringuito frequentati da sosia di Elon Musk che si ingozzano di pita e hummus; bambini che trotterellano allegri per le strade, in mano palloncini ovviamente brandizzati Trump; donne discinte che nei night club non vedono l’ora di ballare, avete indovinato, con Trump, in questo futuro perennemente in visita di Stato a Gaza; Musk che butta soldi addosso alle persone (sicuramente è stata tagliata dal video la scena in cui quei soldi se li riprende); Trump e Netanyahu in costume che sorseggiano drink sulle sdraio della Gaza Riviera; gran finale, inquadratura su una statua d’oro massiccio che la redenta popolazione di Gaza ha eretto in onore del salvatore The Donald.

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Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo

E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.