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Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
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Trump avrebbe chiamato una tv per lamentarsi della Corte Suprema usando uno pseudonimo che però tutti sanno essere un suo pseudonimo

In passato ha usato così tante volte l'alias John Barron che c'è una pagina Wikipedia dedicata, con tutte le dichiarazioni e interviste fatte con questo falso nome.

23 Febbraio 2026

«Sono John dalla Virginia, repubblicano»: sembrava una delle tante telefonate con cui gli spettatori intervengono nella trasmissione Washington Journal di C-SPAN, emittente via cavo che garantisce la copertura delle attività del congresso (una sorta di Rai Parlamento statunitense). La conduttrice Greta Brawner però è subito apparsa tesa di fronte alle crescenti lamentele dello spettatore, insoddisfatto del verdetto con cui la Corte Suprema ha stabilito, con una maggioranza 6 a 3, che i dazi imposti dall’amministrazione Trump nel 2025 un po’ a caso, un po’ a tutti fossero illegittimi. Nella telefonata, John dalla Virginia ha accusato i giudici di non aver avuto coraggio e di aver danneggiato il Paese, riprendendo argomentazioni già usate pubblicamente dal Presidente, con una voce, un lessico e una cadenza molto, molto simili a quelle di Trump. 

Tanto che Brawner e i responsabili hanno deciso di interrompere la telefonata dopo pochi minuti, nel pieno del crescendo di lamentele e sproloqui di John dalla Virginia. Il timore inespresso dalla giornalista è però subito rimbalzato sui social e sui media di tutto il mondo ed è collegato al nome dello spettatore, presentatosi come John Barron. Si tratta di uno pseudonimo notissimo nelle redazioni statunitensi, perché è l’alias più usato e amato da Donald Trump quando vuole rilasciare dichiarazioni pubbliche senza che queste dichiarazioni pubbliche vengano attribuite a lui. Nel corso della sua carriera d’imprenditore prima e politico poi Trump ha infatti usato vari alias, ereditando questo approccio dal padre, a sua volta propenso a rilasciare dichiarazioni pubbliche (spesso e volentieri elogi sperticati della sua persona e delle sue imprese) per mezzo di portavoce fittizi.

John Barron è apparso nella cronaca economico-politica degli Stati Uniti per tutti gli anni Ottanta e Novanta, tanto da meritarsi una lunga, dettagliatissima voce su Wikipedia che ne ricostruisce le interviste e le “apparizioni pubbliche”. Il fatto che dietro questo e altri alias (maschili e femminili) si nasconda Trump è un fatto noto ai giornalisti sin dalle prime volte che questi pseudonimi sono stati utilizzati, tanto che grandi testate hanno a più riprese accettato di “parlare” con Barron per ottenere per via indiretta commenti di Trump su temi di rilevanza nazionale come, per esempio, l’entità del patrimonio ereditato dal padre. Negli anni Ottanta, per i caporedattori delle maggiori testate statunitensi era così frequente ricevere una telefonata da Barron che era diventato una sorta di battuta ricorrente nelle redazioni. Almeno fino a quando, durante una deposizione giudiziaria nel 1990, Trump è stato costretto ad ammettere sotto giuramento che aveva usato questo alias più volte, fatto che lo ha costretto a smettere di usare il nome John Barron.

A giudicare dalla reazione della giornalista di C-SPAN alla telefonata è plausibile ipotizzare che la conduttrice e la redazione abbiano davvero pensato di essere in linea con Trump, scegliendo di troncare la telefonata in via prudenziale. Convinzione condivisa dai media e dai social per diverse ore, finché dopo un rigoroso fact checking è intervenuta con una nota ufficiale la stessa emittente per chiarire che John dalla Virginia non era Donald da Washington. Il Presidente avrebbe un alibi di ferro, dato che durante la telefonata in diretta tv era impegnato alla Casa Bianca in un incontro con alcuni governatori repubblicani. L’identità del “nuovo” John Barron invece rimane ignota.

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