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18:20 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Troppa attività sociale può farti stare male

23 Agosto 2016

Troppa attività sociale – uscire, vedere gente, andare a feste, parlare con gli altri – in un certo tipo di persone può provocare un disagio fisico, che alcuni paragonano a un hangover. Scrivendo su “Science of Us”, il blog che parla di scienza e salute del magazine New York, Jesse Singal racconta la sua esperienza di «introvert hangover», cioè «postumi dell’introverso». Singal ha passato alcuni giorni con degli ex compagni di scuola viaggiando per la California dopo la festa di un matrimonio, quando ha avvertito un forte bisogno – pressante e quasi fisico – di passare del tempo da sola.

Cercando su Internet ha trovato su Introvert Radar, sito dedicato alle personalità introverse, un post dove si spiegava il concetto di «introvert hangover». Si  tratta di uno stato di «ripiegamento su se stessi causato da un eccesso di stimoli». Quello che distingue gli introversi da tutti gli altri è che «dispongono di meno energie disponibili per le attività sociale». Dunque quando si finisce la «scorta di energie», si sta male. In altre parole, gli introversi hanno una “soglia di tolleranza” per le attività sociali proprio come tutti hanno una soglia di tolleranza per l’alcol: superata quella, scatta l’hangover.

Questi i sintomi descritti da Introvert Radar: «Comincia con una reazione fisica all’eccesso di stimoli. Le orecchie possono fischiare, la vista comincia ad annebbiarsi, il respiro diventa affannoso. Le mani, forse, cominciano a sudare. Il tuo cervello ti dà l’impressione di essersi spento, costruendo barriere intorno a sé, come se prima stessi guidando in una strada aperta e all’improvviso ti fossi trovato in una galleria angusta. L’unica cosa che vuoi è stare da solo».

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