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23:29 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Su TripAdvisor si parla troppo di sesso?

02 Marzo 2018

Ne ha scritto Steven Blum in un lungo articolo su Mel Magazine. A quanto pare, basta leggere una certa quantità di recensioni su TripAdvisor per accorgersi che il sesso è un argomento ricorrente, più di quanto ci si aspetterebbe su una piattaforma dedicata alla valutazione di alberghi e ristoranti. Il motivo principale per cui il tema compare così spesso, dopotutto, è forse il più prevedibile, e anche, sottolinea l’autore, il più triste: non è raro imbattersi nei commenti inviperiti del viaggiatore solitario che si lamenta dei rumori espliciti provenienti delle stanze attigue. Altri turisti descrivono con perizia gli spiacevoli incontri avuti in piscina o nella Jacuzzi, quando loro malgrado hanno dovuto assistere agli amplessi di altri clienti dell’albergo. Le lamentele sono rivolte ovviamente al personale degli hotel, che permette agli avventori di agire indisturbati negli spazi comuni.

Su TripAdvisor si parla di sesso soprattutto per lamentarsi, allora? Sì: che alcuni hotel permettano alle persone di farlo negli spazi condivisi o consentano ad amanti troppo rumorosi di sfogarsi liberamente, dà fastidio almeno quanto la scarsa pulizia. Il problema, sottolinea Blum, è che molti viaggiatori pretendono di vivere soggiorni silenziosi e tranquilli in luoghi strutturati come motel e alberghi a ore: in questo caso le loro recensioni scandalizzate hanno qualcosa di buffo, perché hanno evidentemente sbagliato posto dove dormire. Ma il tema sessuale non viene considerato soltanto in senso negativo: compare anche in alcune recensioni positive, in cui gli utenti decantano le virtù afrodisiache delle stanze d’albergo in cui hanno soggiornato, anche in questo caso dilungandosi in particolari coloriti, ad esempio la posizione dalla quale hanno potuto godere di un’ottima vista sulle montagne.

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Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor

Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.