E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo teaser del Pinocchio di Guillermo del Toro
A quanto pare, ci siamo quasi: dopo anni e anni nei quali Guillermo del Toro ha ripetuto in continuazione quanto gli piacesse Pinocchio (le prime dichiarazioni in questo senso risalgono addirittura al 2008) e quanta voglia avesse di realizzare un suo adattamento della fiaba di Carlo Collodi, il regista messicano pare esserci finalmente riuscito. Netflix ha diffuso il primo teaser trailer del film, la cui uscita è fissata per il dicembre di quest’anno (un giorno preciso ancora non c’è), conferma di quanto del Toro aveva rivelato a Collider sul finire dello scorso anno: «Pinocchio uscirà nell’ultimo quarto del 2022».
Il teaser trailer è brevissimo, dura poco meno di un minuto, ma permette di dare un primo sguardo alla tecnica usata per l’animazione e di conoscere uno dei personaggi principali della fiaba. Per quanto riguarda l’animazione, il teaser conferma quello che già si sapeva: il film è realizzato interamente in stop motion. Per quanto riguarda il personaggio che incontriamo in questi 53 secondi di anticipazione, si tratta del Grillo Parlante: la “coscienza” di Pinocchio ci annuncia che stiamo per ascoltare una storia che «crediamo di conoscere» ma di cui in realtà non sappiamo tutto. Lui, «Sebastian il grillo» invece, delle avventure di Pinocchio sa tutto, perché lui viveva, «sottolineo, vivevo, dentro il cuore del bambino di legno». Tra le prime reazioni dei fan c’è una certa sorpresa di fronte all’idea che il Grillo parlante vivesse dentro Pinocchio, dentro il suo cuore, una rivisitazione originale del rapporto tra il burattino e la personificazione della sua coscienza.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.