E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
È uscito il trailer ufficiale di Mulan, ed è tristissimo
C’è quasi tutto. La scena della vestizione, con il trucco, i fermagli per i capelli e i drappeggi dei tessuti, il padre malato e provato, la guerra contro l’armata di unni condotti da Shan Yu. Ma nel trailer ufficiale del liv-action Mulan, in arrivo il 27 marzo 2020, si sono persi i toni favolistici e comici del cartone (non a caso il regista, Nikki Caro, ha scelto di eliminare il personaggio di Musho dalla trama) per lasciare spazio a una versione più cupa e drammatica della storia che conosciamo.
Come ricorda Vogue, a causa della sua distanza dal cartone Disney, il film sull’eroina Mulan (interpretata dalla cantante e modella Liu Yifei), aveva sollevato diverse polemiche, soprattutto in relazione alla decisione di escludere la musica originale. E infatti, dal trailer appena rilasciato, emerge un film totalmente diverso, «più straziante, quasi storico, nonostante la trama di base sia la stessa. E sembra che ci farà davvero piangere», scrive Emma Specter. Non ci sono le canzoni, anche se la musica del trailer riprende gli accordi di “Riflesso”. Non c’è il draghetto (in una scena si nota un mostro alato, lontano però dalle fattezze del comico personaggio Disney), ma soltanto una ragazza che prenderà il posto di suo padre nella guerra, fingendosi un uomo come tramandato dall’antica leggenda cinese di Hua Mulan, a cui il film d’animazione del 1998 era ispirato.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
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Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.