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La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.
La Filarmonica di Berlino lancerà il suo festival letterario e la prima ospite sarà Han Kang Il 7 settembre la scrittrice terrà una lettura della sua nuova opera, La scatola delle lacrime, accompagnata dai musicisti della Filarmonica.
È disponibile in streaming Roma illegale, il documentario sulla leggendaria scena rave romana degli anni ’90 Uscito nel 2021, il film di Andrea Scarcella arriva finalmente in streaming, sulla piattaforma OpenDDB.
In Norvegia la crisi climatica sta facendo emergere dal permafrost cadaveri vecchi di secoli I corpi dei cacciatori di balene a Likneset, la Punta dei Cadaveri delle Isole Svalbard, stanno emergendo dai ghiacci che si pensava eterni.
Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.

Il negozio di giocattoli che ha ispirato Toy Story ha chiuso

30 Gennaio 2024

Toy Story è cominciato in un negozio di San Francisco chiamato Jeffrey’s Toys. La leggenda vuole che sia qui che i creativi di Pixar abbiano trovato l’ispirazione per uno dei franchise multimediali più apprezzati dalla critica e amati dal pubblico. Come riporta SfGate, però, dopo 86 anni Jeffrey’s Toys ha deciso di chiudere l’attività: il negozio è andato in crisi durante la pandemia e non si è mai ripreso. C’entrano i cambiamenti portati dal Covid19: meno persone lavorano in presenza, meno lavoratori frequentano gli uffici della zona, meno clienti passano ed entrano da Jeffrey’s Toys. Che però deve continuare a pagare un affitto altissimo per il locale che lo ospita: 20 mila dollari al mese, nonostante si trovi in un quartiere in cui l’alto tasso di criminalità rende difficile la vita di un commerciante.

Matthew Luhn, attuale co-proprietario del negozio, giocattolaio di quarta generazione, ha raccontato che nell’ultimo periodo ha perso il conto di quante volte è stato derubato. Una delle sue dipendenti si è licenziata dopo essere stata accoltellata durante una rapina. Trasferirsi in un’altra zona della città però è impossibile: dal 2015 è stato costretto a farlo già due volte a causa dell’aumento del costo degli affitti, e ormai non c’è un quartiere di San Francisco alla portata delle sue finanze. Una crisi quasi impossibile da superare, cambiamenti troppo grandi da affrontare, anche per un’attività che in passato aveva riscosso un certo successo: fondato nel 1938 come mesticheria, nel 1953 era diventato un negozio di giocattoli, negli anni d’oro aveva negozi in tutta la Bay Area, a San Francisco, a Oakland, a San Leandro e a Hayward.

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La passione per i giocattoli di Luhn lo ha portato a diventare animatore di mestiere: in passato ha lavorato a film come Ratatouille e Cars, prima di dedicarsi all’attività di famiglia nel 2015, anno in cui ha ereditato il negozio dal padre Mark. Proprio Mark fu di grande aiuto durante la realizzazione del primo Toy Story: Mark veniva spesso invitato negli studi di Pixar per aiutare gli animatori, e questi ultimi, quando avevano bisogno di idee per il design dei loro personaggi, andavano sempre da Jeffrey’s Toys. Mark chiudeva momentaneamente il negozio e lasciava gli animatori liberi di provare i giocattoli per tutto il tempo necessario. Ora, dopo 86 anni, rimane soltanto la necessità di svuotare il magazzino: nel post Facebook con il quale ha annunciato la chiusura il 23 gennaio, Matthew Luhn ha scritto che «all things must GO». Chi farà un ultimo acquisto presso Jeffrey’s Toys avrà il 30 per cento di sconto, spese di spedizione escluse.

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