Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
Il nuovo trend di TikTok sono i video anti immigrazione generati con l’AI
Milioni di visualizzazioni per video apertamente razzisti e chiaramente falsi che incolpano i migranti di crimini che non sono mai avvenuti.
Secondo un’inchiesta pubblicata dal Guardian, su TikTok stanno circolando centinaia di account che diffondono materiali anti immigrazione prodotti con l’intelligenza artificiale. A scoprirlo è stata AI Forensics, un’associazione no profit francese che monitora la quantità e la qualità dei contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Secondo quanto rilevato, si tratta di profili TikTok spesso anonimi, con numeri elevati di visualizzazioni e una produzione molto regolare di clip postate a cadenza oraria. I TikTok sono costruiti per sembrare reportage giornalistici, testimonianze o commenti politici di testate autorevoli, dove talvolta appare anche il logo di emittenti come Sky e Cnn.
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In molti casi le immagini mostrano scene inventate di scontri o crimini, mentre le robotiche voci fuori campo attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto a gruppi di migranti che non esistono e colpevoli di crimini che non sono avvenuti. Il fenomeno, osservano i ricercatori, è cresciuto negli ultimi mesi grazie agli strumenti che permettono di generare video realistici in pochi minuti. AI Forensics nota anche come diversi account operano con la stessa impronta visiva, come se fossero prodotti da un’unica rete coordinata. In alcuni casi, infatti, i video riutilizzano sfondi identici o modelli vocali simili, segno di una standardizzazione della produzione di questo materiale di propaganda. Non ci sono però ipotesi su chi ci sia dietro questi account.
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Non è la prima volta che TikTok viene associato alla diffusione di contenuti falsi generati su scala quasi industriale. Il problema è diffuso sulla piattaforma, anche per la lentezza con cui i moderatori scovano questi profili e li bloccano: alle volte riescono a postare centinaia di video che raccolgono milioni di visualizzazioni per mesi e mesi, prima che la piattaforma intervenga. Il tutto senza che venga segnalato l’utilizzo dell’AI, anche se TikTok richiede di dichiarare se i video caricati sono generati con l’intelligenza artificiale.
Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
App, newsletter, piattaforme, servizi di ogni natura e genere: la nostra dipendenza dagli abbonamenti ormai ha anche un nome scientifico, subscription service overload. E, come per tutte le malattie gravi, c'è chi inizia a proporre e praticare cure molto radicali.