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04:43 martedì 7 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Il fratellastro di Thomas Bernhard ha scritto un memoir sul suo rapporto con lo scrittore

24 Marzo 2021

Chiunque abbia letto almeno un romanzo di Thomas Bernhard (specie se Il Soccombente o Estinzione) può facilmente immaginare quanto lo scrittore austriaco fosse un outsider e un provocatore, un «misantropo», come si autodefiniva, che già a diciott’anni ricevette l’estrema unzione per una grave polmonite e che, nato figlio illegittimo nel 1931, fu spesso accusato dalla madre di averle rovinato la vita (rimase incinta di un falegname, Alois Zuckerstatter, fuggito in Germania alla notizia della gravidanza, come ha raccontato lo scrittore in Un bambino).

Peter Fabjan, il suo fratellastro, nel nuovo memoir A Life Alongside Thomas Bernhard: A Report, pubblicato in tedesco a gennaio e da allora diventato un bestseller in Austria, lo ha definito addirittura «un demone». Nel libro, una testimonianza su come sia stato vivere accanto a una figura tanto complessa, Fabjan scrive: «Se Beethoven ha composto la sua “Nona Sinfonia” in uno stato di sordità assoluta, Bernhard ha lavorato in uno stato di sordità interiore quando si trattava di scrivere», aggiungendo fosse apatico e pieno di disprezzo verso il mondo.

Stando a quanto racconta Fabjan, per stare bene Bernhard aveva sempre bisogno di uno “sparring partner”, cioè di una controparte con cui litigare, «così da poter accendere una scintilla nella sua vita». Una volta che i suoi cari non potevano più dargli ciò di cui aveva bisogno, stremati dalle continue polemiche e discussioni, Bernhard li avrebbe scartati freddamente, abbandonati, dice Fabjan, che descrive il suo comportamento come «quello di un vampiro». Un’ampia parte del libro è poi ovviamente dedicata al rapporto tra Bernhard e Fabjan, a quanto pare molto complicato. Eppure quando a Bernhard venne diagnosticata la sarcoidosi nel 1978, fu proprio Fabjan, che aveva studiato medicina, a diventare il suo medico personale, rimanendogli accanto quasi ogni giorno, fino al giorno della morte nel 1989.

La copertina originale del memoir di Peter Fabjan

Michael Hofmann, che si è occupato di tradurre tutta l’opera di Bernhard in inglese, al Guardian ha detto di non essere sorpreso dai ricordi di Fabjan. «Era facile immaginare che per Bernhard le altre persone fossero una sorta di risorsa. Qualcosa di cui aveva bisogno, periodicamente, ma che non tollerava». Secondo Fabjan, l’unica persona che Bernhard abbia mai amato è stata Hedwig Stavianicek, ricca vedova di quasi 40 anni più grande di lui e sua compagna di vita con cui però ebbe solo un rapporto platonico, «lui era essenzialmente asessuato», dice nel libro.

L’ultima apparizione pubblica di Bernhard risale al 4 novembre 1988, alla prima dell’opera più controversa della sua carriera, Heldenplatz. Il dramma in tre atti inizia dopo che un professore universitario ebreo, incapace di resistere alla difficoltà della vita in Austria, si è buttato dalla finestra del proprio appartamento. Stando a quanto racconta Fabjan, il giorno dopo la prima Bernhard subì un collasso a causa di un’infezione polmonare gravissima. Morì tre mesi dopo, il 12 febbraio 1989. Qualche giorno prima aveva chiesto di essere seppellito accanto a Hedwig.

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