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Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
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Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Per il New Yorker è meglio vedere The Irishman su Netflix che al cinema

03 Dicembre 2019

A Richard Brody, critico cinematografico del New Yorker, The Irishman di Martin Scorsese è piaciuto tantissimo. Proprio per questo, scrive, «avendolo visto sia sul grande schermo, sia su quello di casa, posso dire che sono riuscito ad apprezzarlo di più la seconda volta». Tra le motivazioni vi sarebbe prima di tutto la durata. Poiché nel corso delle sue tre ore e mezza, guardandolo da casa, «è possibile fermarsi, fare una pausa per riflettere meglio su una scena», così da potersi ritrovare sopraffatti da sentimenti e pensieri.

Vi sono altri motivi per cui, secondo Brody, il film sarebbe maggiormente apprezzabile se guardato con “occhio clinico”, prendendosi tutto il tempo necessario. È il caso della maestosa complessità della costruzione della storia, «raccontata in tre momenti ingegnosamente intrecciati, ovvero le reminiscenze dell’anziano Frank da una casa di cura e due strati di flashback. Uno incentrato su un viaggio intrapreso nel 1975 con Russel, e l’altro basato sui suoi primi incontri e rapporti con la criminalità organizzata». Nonostante l’opera di Scorsese sia ricca di implicazioni politiche e storiche, guardandola attentamente ci si potrà accorgere «anche di quelle metafisiche. Perché l’autore presenta non solo una matassa di scandali intrecciati, ma una visione esistenziale della società», il ritratto di un mondo che deve continuamente fare i conti con i propri fantasmi.

Infine, varrebbe la pena guardare The Irishman da casa per cogliere il senso di tutti i suoi silenzi. «Come quello di Peggy (interpretata da Anna Paquin, ndr) una delle quattro figlie di Frank di cui molto si è detto a proposito dei pochi dialoghi, quasi assenti, a loro assegnati», continua Brody. «Peggy è consapevole, parte dello stesso regime di silenzio che governa la mafia dove le cose peggiori, gli incarichi dati ai sicari, sono appena sussurrati». Ed è a casa che simili silenzi emergono in tutta la loro potenza, «nel momento in cui ci mettiamo a riflettere. Anche se così la mia visione di The Irishman è durata cinque ore».

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