Libri per l'estate ↓
06:44 mercoledì 29 luglio 2026
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate i tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccogliere centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.

Cinque ragioni per guardare The Crown

Ricomincia su Netflix l'8 dicembre la serie sulla storia del regno di Elisabetta II: ecco perché va vista.

di Studio
07 Dicembre 2017

Abbiamo dovuto aspettare un anno, un mese e quattro giorni, ma finalmente la seconda stagione di The Crown è arrivata: sarà disponibile su Netflix a partire da venerdì 8 dicembre. Arriva in un momento interessante, per la Corona, quella vera, e per il suo regno, a poche settimane dall’annuncio del matrimonio tra il principe Harry e Meghan Markle, mentre la Gran Bretagna non è riuscita a trovare un accordo sulla Brexit e mentre qualcuno comincia a a farsi delle domande sul dopo-Elisabetta (Carlo III affosserà la monarchia?, si domandava Joan Smith sulla New York Review of Books). La prima stagione, come qualcuno ricorderà, era stata messa online il 4 novembre del 2016. Al di là dell’attualità, però, non mancano ottime ragioni per guardarla.

1.     Anni Sessanta + UK = cose interessanti

La seconda stagione segue la famiglia reale dal 1957 al 1964. Questo significa che vedremo la nascita dei principi Andrew (1960) ed Edward (1964), ma soprattutto l’ascesa dei Beatles: la band di Liverpool si è formata nel 1960, la loro prima hit, “Love Me Do”, è del 1962, mentre il 1964 è l’anno in cui diventano, essenzialmente, delle superstar globali. Insomma, se la seconda stagione avrà la stessa attenzione alla storia della prima, si spera che dedichi spazio agli sconvolgimenti culturali e sociali dei primi anni Sessanta. E magari anche all’inizio della British Invasion.

2.     È l’ultima stagione in cui vedremo Claire Foy.

Di The Crown sappiamo che punta a coprire l’intero regno di Elisabetta II, per un totale di sei stagioni. E, per ovvie ragioni, non sarà sempre la stessa attrice a impersonare la regina. Alla (bravissima) Foy, classe 1984, è toccato il ruolo della giovane Elisabetta, ma a partire dalla prossima stagione, la terza, le succederà Olivia Colman, classe 1973, che dovrebbe interpretare la regina tra ii 45 e i sessant’anni. Non si hanno ancora notizie di attrici scelte per recitare la regina nei suoi anni più recenti. Una curiosità: stando alle indiscrezioni, Diana farà la sua comparsa alla fine della terza stagione e sarà uno dei personaggi principali della quarta.

3.     Si allude alle scappatelle di Filippo?

Almeno stando al trailer, parrebbe che abbonderanno i particolari piccanti. «I pettegolezzi non si sono calmati. Ho conosciuto più umiliazioni nelle ultime settimane di quanto mi sarei aspettata in una vita», dice la giovane Elisabetta. Al che un confidente le risponde: «Hai sposato uno spirito ribelle. Cercare di domarlo sarebbe inutile». Lo scambio di battute sembrerebbe alludere al fatto che la stagione affronterà la questione, delicatissima, delle voci sulle scappatelle del principe consorte.

4.     Lo guardano Elisabetta, William e Kate

Pare che la regina Elisabetta abbia visto tutti e dieci gli episodi della prima stagione e che le siano piaciuti. Ok, la fonte è il Sunday Express, dunque qualcuno potrebbe alzare un sopracciglio, però è troppo bella per non crederci. Specie se si aggiunge che il suggerimento sarebbe arrivato da William e Kate.

5.     Effetto nostalgia anticipata

Lo show si chiama The Crown, e non, per dire, The Royal Family, per un motivo. A parte il fatto che The Royal Family sarebbe una cosa cheap. Oltre ad essere un dramma personale e familiare fatto bene, è anche un racconto politico e, in un certo senso, una riflessione su cos’è la “Corona”: avete presente quando il precettore fa tutto il discorso su “the effient” e “the dignified”? Ecco. Fa un certo effetto guardare questo show pensando che un giorno la monarchia inglese presa sul serio così come la prendeva sul serio Elisabetta, “the dignified”, potrebbe appartenere al passato.

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