OpenAI ha pubblicato in una volta sola 722 articoli con 372 risultati. Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Come se non fossimo già abbastanza sommersi da distrazioni inutili, ecco che negli ultimi giorni i nostri feed social sono stati presi in ostaggio dall’ospitata di Leonardo Maria Del Vecchio (anche noto come LMDV) a Pulp Podcast, il popolare vodcast YouTube dove Fedez (credo non servano spiegazioni) e Mr. Marra (quello che sta seduto all’altro lato del tavolo a cui sta seduto Fedez) intervistano (si fa per dire) ospiti celebri – Giorgia Meloni e Beppe Grillo negli ultimi mesi, tanto per citarne un paio – in un clima di cazzeggio ignorante e mai professionale. L’intervista si chiama Chi vuol essere miliardario.
LMDV, per chi non lo sapesse, è famoso per essere uno dei figli del fondatore di Luxottica, Leonardo senza Maria Del Vecchio, ex secondo uomo più ricco d’Italia, morto nel 2022, da cui ha ereditato una quantità immorale di soldi. LMDV è comparso nel discorso pubblico qualche mese fa, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo. Il suo recente divorzio e il turbolento processo di affido della figlia l’hanno mantenuto nel ciclo di notizie. Il giovane Leonardo, scopertosi personaggio noto, ha fatto quello che fanno tutti i suoi simili: l’invitato a un podcast. La frase di LMDV tratta da Pulp circolata con maggior clamore sui reel è stata: «Ho fatto l’amore con più di 2 mila donne, e il 90 per cento le ho conquistate cantando Hero (di Enrique Iglesias, nda)», prima di procedere a vantarsi delle sue abilità sotto le lenzuola. È tutto così penoso? Diamo un’occhiata.
Il conflitto di interessi
L’inizio dell’intervista, va detto, è promettente. L’intro di Fedez è onesta e deontologicamente corretta: «Questa è una puntata in cui io sono in grande conflitto di interessi, perché Leonardo è un mio caro amico e quindi qui, Davide (vero nome di Mr. Marra, nda) devi fare la differenza». LMDV commenta: «Qualcuno lo ammette». E Mr. Marra: «Non tutti in Italia». Hai ragione, Mr. Marra. Finalmente una premessa sincera, in un contesto come quello italiano in cui è prassi che amiconi si intervistino o si recensiscano a vicenda senza mai avvisare il lettore dei rapporti umani pregressi. Purtroppo, dopo questa intro integerrima segue una chiacchierata di un’ora e venti che lascia afflitto e demoralizzato chi ha la pazienza di ascoltarla fino alla fine. A seguire, qualche citazione.
Commenti memorabili
«Conoscere il prezzo di tutto e il valore di nulla. Che succede invece alla figlia del tabaccaio, o al figlio di un ristoratore che sta con una ragazza e quella ragazza su Instagram vede gli yacht, viene guardata, e magari lo molla per qualcuno che gli offre un jet privato. Quindi onestamente quello che dico è sì, ti piace il mio jet privato. Sì, ci sono le barche, ma quelle ci sono sempre state».
«Penso che tutte le donne che siano state con me mi abbiano sempre amato, a loro modo. Anche mentre firmavano avvisi di garanzia (Fedez ridacchia e chiede: in che senso? LMDV risponde: be’, ne ho avuti otto quest’anno, credo. O conto male? Non lo so, c’ho l’avvocato qua, nda). Randomicamente. Ti fanno i conti in tasca».
«D’altro canto, c’è la libertà di esprimere qualsivoglia opinione e quindi io sono per il liberalismo, per il pluralismo, grandi parole che riempiono la bocca ma la verità è che grandi firme non ci sono più, per questo che ho investito anche sull’editoria per dare di nuovo lustro al vero giornalismo, alla vera cronaca, a quello che fate voi qua. Io sono un patriottico romantico».
«L’Italia ha tutti i problemi del mondo, ma quanto è bella?».
«Ma invece Twiga, come ti è venuto questo guizzo del Twiga? (Questo è Fedez)».
«La musica per me è un momento catartico, è come spegnere il cervello e mettere tutto quello che hai di creatività, il dolore e la felicità, su un cdj. Quasi meditativo, lo incalza Fedez. Esattamente, di certo non medito con il silenzio, risponde LMDV. Anzi, lì arrivano i demoni («Fatti una vita interiore!», gli risponderebbe il padre di Natalia Ginzburg).
Droga, benzodiazepine e Gesù
C’è ovviamente il momento confessione, dove LMDV parla in terza persona e racconta come Leonardo ha riempito il vuoto con la droga. «Se Leonardo Maria Del Vecchio ha questa debolezza, magari qualcuno che non ha questo nome – specialmente il nome, più del cognome – allora ce la può fare» («io ho i miei dubbi che le persone empatizzeranno con questa cosa», riflette Fedez in un raro momento di lucidità). Soffre di insonnia, è dipendente dalle benzodiazepine («Quello è un qualcosa che mentre lo dico mi brucia l’esofago, perché sono una persona molto orgogliosa»). Ci sono le frasi fatte in inglese, pronunciate con un pessimo accento reso ancora più paesano dal tono posticcio da uomo di mondo (case history, interview, I don’t give a fuck). Ci sono i vaghi attacchi alla «sinistra che non capisce i lavoratori». Ci sono le domande di Fedez che «sorgono spontanee». C’è la preoccupazione per l’invidia sociale («A me non dicono incidente in macchina, dicono incidente in Ferrari»). C’è religiosità, «è la prima volta che lo dico, adesso qui facciamo veramente il botto, ma seriamente lo dico, non sto scherzando, io credo davvero nell’uomo che era Gesù. Tutto quello che ha fatto – e la maggior parte delle cose non ce le dicono, ma sono scritte sulla Bibbia – tipo la prima santa, salvare dalla lapidazione una prostituta, far diventare l’acqua vino, moltiplicare pani e pesci, non è esattamente una persona noiosa, una persona che pone limiti alla sua libertà di credo ed espressione, non è quello che dopo 15 anni di scuola di preti… quindi sì, Gesù mi piace un botto. Abbiamo molte cose in comune».
Il name dropping di vip internazionali dura cinque secondi: informazioni vaghe, LMDV ha cucinato una pastasciutta a Rihanna, ha dato un bacio a Robbie Williams, storielle buttate lì in tutta fretta che, se approfondite, avrebbero potuto dare finalmente un tono all’intervista (grazie, Fedez).
C’era una volta la borghesia lombarda
Se si nasce a Milano centro, personaggi del genere li si è già incontrati, sono sempre esistiti. Però venivano dileggiati, e nessuno si sarebbe mai sognato di eleggerli a modelli. Sarà una mia impressione, ma la borghesia lombarda da prendere a modello, una volta, non era questa roba qua. Erano famiglie sobrie, che andavano al lavoro in bici, compravano case di villeggiatura understatement a Sestri Levante, e mai si sarebbero sognate di imbarazzarsi in pubblico, salendo sul palcoscenico per sparare frasi motivazionali deludenti stampate su T-shirt nera. E anche tu, Fedez, a dirla tutta, che cosa stai facendo? Smettila di fare l’amico dei ricchi! Non puoi ridere a ogni battuta di LMDV chiamandolo bro e contemporaneamente bacchettare Liliana Segre dal palco della Leopolda. Eddai, su. Quando bazzicavi il Cantiere, centro sociale storico milanese in zona San Siro, e facevi la critica sociale, eri molto più credibile. Con questo nuovo look sembri un amico dei calciatori che assolda il terzo classificato nell’edizione di MasterChef di due anni fa – e che nel frattempo è diventato un private chef social – per farsi cucinare una carbonara con scaglie di tartufo nero impiattata pretenziosamente.
L’editore puro
Tra l’altro, LMDV è diventato editore, ha comprato una quota maggioritaria di QN («Io l’investimento nell’editoria l’ho fatto anche per mia figlia»), e a breve lancerà il suo nuovo giornale. Qualcuno ci aiuti. Perché mai questi sprovveduti non si accontentano dell’infinito benessere che hanno ricevuto, oltre i loro meriti (quando ci sono), e si affannano per sembrare cool ai nostri occhi, quelli della classe media sempre più impoverita? Dobbiamo per forza importare tutte le tendenze più futili dagli Stati Uniti e osservare il triste tentativo dei nostri miliardari di diventare pop, influenzati dagli omologhi americani che vanno da Joe Rogan? Dobbiamo preoccuparci, e temere che Fedez fra cinque anni diventerà un politico credibile, magari in un ticket con Fabrizio Corona?
LMDV ha deciso di abbandonare il suo fascino discreto e mostrarsi piacione in pubblico, «senza filtri», come direbbe lui. Se questa gente si godesse i milioni in privato, misteriosamente, senza la pretesa di impartirci lezioni sulla vita, soffriremmo meno le disparità. Più i privilegiati si affannano a rendersi gradevoli, più ci mostrano quanto sono inetti, e intanto crolla il patto sociale dove noi ci strapazziamo nel tentativo di farci bastare lo stipendio per comprare ai gatti le scatolette top di gamma, mentre LMDV fluttua etereo sulla realtà, arredando lo yacht e investendo milioni a caso sull’acqua Fiuggi. Se questa è la nostra classe dirigente, nell’attesa dei moti di piazza, si salvi chi può.
