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17:43 giovedì 15 ottobre 2026
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
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La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
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Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
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Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e va innaffiato Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.

Dell’allarme peste in Siberia si stanno preoccupando tutti in tutto il mondo, con l’eccezione degli abitanti delle due città in Siberia da cui l’allarme è partito

L'OMS chiede spiegazioni, Trump chiede spiegazioni, i giornali di mezzo mondo chiedono spiegazioni. A Irkutsk e a Shelekhov, invece, della peste non interessa niente a nessuno.

15 Ottobre 2026

«Quale peste?» risponde un abitante di Irkutsk, nella Siberia centrale, quando gli si chiede della crisi che da una settimana ha messo la città sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. «Mi vede con la mascherina?» ribatte infastidita la commessa di una farmacia. A Shelekhov, la cittadina a una trentina di chilometri che il governatore della regione di Irkutsk, Igor Kobzev, aveva sconsigliato di visitare a causa di «un’infezione particolarmente pericolosa» due anziane sedute sulle altalene di un parco spiegano che qualsiasi cosa dicano le autorità loro, semplicemente, obbediranno. Sono passati dieci giorni e per strada non ci sono mascherine né ambulanze, racconta El País. Davanti a un ospedale di Irkutsk un cartello avverte che le visite sono limitate ma non a causa della peste: il problema è l’influenza stagionale e una nuova variante del Covid.

Chi non è indifferente, spesso, crede ad altro. Ivan, che lavora in un’officina di camion, parla di una «finestra di Overton» (il concetto sociologico per cui una certa idea estrema viene via via considerata sempre più accettabile fino a essere completamente normalizzata) costruita apposta. Lidia, pensionata di Shelekhov, sostiene che non c’è nessuna peste, «solo due donne con il Covid». Elena dice che la ragazza ha rotto una provetta ma che è morta di arresto cardiaco, e il suo amico Yuri grida al complotto, orchestrata secondo lui da “qualcuno” in Europa.

Ufficialmente, Daria Shipilova, 28 anni, ricercatrice dell’Istituto Anti-peste di Irkutsk, è morta il 2 ottobre per una «polmonite di origine non determinata». Secondo diversi colleghi e alcuni media locali avrebbe rotto una provetta contenente il batterio della peste, lo stesso batterio che nel 1348 portò l’umanità pericolosamente vicina all’estinzione. Per giorni centinaia di persone sono state messe sotto osservazione, dei funzionari hanno parlato apertamente di peste, è stata convocata una riunione d’emergenza a tutti i livelli. L’8 ottobre il governatore Kobzev ha dichiarato chiusa la crisi: quarantena revocata, la paziente è morta di una polmonite presa fuori dall’ospedale e più di cinquemila test non hanno trovato alcuna traccia di peste. L’OMS però chiede a Mosca di rivelare quale sia la causa della morte della ricercatrice, perché la spiegazione «polmonite di origine non determinata» non aiuta certo a dormire sonni tranquilli.

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