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09:52 giovedì 5 marzo 2026
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

Beppe Severgnini ha fatto arrabbiare Tea Hacic per un articolo in cui la cita sul Corriere

13 Luglio 2021

«Una giovane influencer esce furibonda dal ristorante Bœucc, uno dei più antichi ed eleganti di Milano. Per cinque minuti, in mezzo alla strada, urla davanti allo smartphone: apre dicendo “Ciao, troie” e chiude con una bestemmia. Poi posta il video su Instagram. Il motivo di tanta signorile agitazione? Le hanno consegnato un menu senza prezzi, tradizionalmente riservato alle donne». Così inizia l’articolo di Beppe Severgnini pubblicato oggi dal Corriere, forse alla luce della scoperta recente che le polemiche sugli influencer generano engagement come poche altre cose. Soprattutto se a incazzarsi con Severgnini è l’infuencer citata, che però non si definisce tale e ci tiene a specificarlo direttamente al giornalista, con un commento su Twitter. Taggando Corriere e Severgnini, Tea Hacic ha scritto: «Perché hai paura di dire il mio nome? Poi non sono una influencer, sono una scrittrice e attivista. Questo è il peggiore dei giornalismi pigri».

Tea Hacic, quasi 81k follower su Instagram, è l’autrice del libro sulla vita notturna milanese L’anima della festa (l’avevamo incluso nei nostri libri del mese di aprile) e del seguitissimo podcast Troie radicali su Spotify. Il termine “troia” e la bestemmia finale che scandalizzano Severgnini fanno parte del suo personaggio, costruito nel corso degli anni mostrando doti e aspirazioni di stand-up comedian. Da anni Hacic gioca anche con gli stereotipi legati alle sue origini croate, interpretando una donna sguaiata che beve vodka mentre è incinta e parla in modo volgare. Nel suo percorso come attivista il tentativo – perfettamente riuscito, almeno con i suoi seguaci – di dare alla parola “troia” un altro significato.

Il tipo di femminismo sviluppato da Hacic è controintuitivo, politicamente scorretto e sicuramente difficile da capire per un editorialista che decide di non inserire il nome della donna di cui parla nell’articolo dicendo di farlo “per il suo bene”, ma cita il ristorante varie volte (come qualcuno gli ha fatto notare su Twitter, dove, manco a dirlo, si è scatenata una polemica). A giudicare dai commenti che il tweet sta ricevendo, più che l’ignoranza del giornalista sul percorso artistico e creativo della protagonista del suo pezzo, o all’inutilità della sua paternale (sull’uso aggressivo dei social, sul rapporto con le tradizioni) a dare fastidio è proprio l’omissione della sua identità. Tea Hacic ha voluto precisare la sua posizione con un tweet: «Sono una scrittrice e attivista, non una influencer. C’è così tanto di sbagliato e soprattutto pigro in questo articolo che ho dovuto fare una serie di video per dire tutto (sul mio Instagram). Peccato. @Corriere mi avete deluso».

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