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06:31 venerdì 5 giugno 2026
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

Cosa c’è nel nuovo numero di Studio

Dall'incontro con Howard Schultz, Mr. Starbucks, a un reportage dalla Silicon Valley, passando per i saloni milanesi, cosa trovate in edicola dal 4 aprile.

03 Aprile 2017

Esce in edicola il nuovo Studio, il numero 30, un traguardo importante, che significa sei anni di lavoro e centinaia di storie. Quella che abbiamo realizzato per questa copertina, per una volta in bianco e nero, nel ritratto di Andy Massaccesi, nasce da un incontro con Mr. Starbucks Howard Schultz, il capo del colosso del caffè americano che sta per approdare nel nostro Paese dopo una storia imprenditoriale impareggiabile.

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Nelle scorse settimane, il futuro arrivo in Italia di Starbucks ha generato polemiche per noi incomprensibili e ci è sembrato importante approfondire meglio non solo la storia e la filosofia di questo marchio, ma anche il suo impegno sul fronte delle sfide globali in un tempo, quello trumpiano, in cui gli Stati Uniti sembrano tentati da un istinto di chiusura e di protezione. «Questo non è un tempo in cui restare indifferenti», ci ha detto Schultz, continuando poi così: «Credo fortemente che sia un momento per gli Stati Uniti e per il mondo in cui si debba tutti contribuire a costruire ponti e non muri, per le aziende come la nostra rendere la propria gente fiera dei propri principi basilari e delle cause per cui combatte, e per tutti noi di riconoscere che siamo a un punto di rottura e che dobbiamo riappropriarci dell’umanità di tutti». Il manager ha ricordato poi come l’apertura del negozio milanese sia una sorta di chiusura del cerchio, perché l’idea di trasformare la sua azienda in quello che è oggi nacque proprio a Milano: «Sono venuto a Milano da giovane, nel 1983, quando Starbucks aveva solo tre negozi; era il mio primo viaggio in Italia. Camminando per le strade della città sono rimasto folgorato dai caffè italiani».

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La seconda importante storia, scritta da Michele Masneri, con un lungo reportage da San Francisco, è incentrata su Mark Zuckerberg, di cui abbiamo seguito le tracce respirando le atmosfere della Silicon Valley. Il titolo del pezzo, “Zuck2020”, dice già molto. Cosa farà da grande il signore di Facebook? In questi ultimi mesi, è sembrato che le sue ambizioni future possano andare oltre la pur gigantesca dimensione aziendale e toccare la politica, in uno scenario, quello della Silicon Valley, che dopo l’elezione di Trump sembra essere al tempo stesso causa e soluzione del problema.

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Il secondo reportage è di carattere europeo ed è un lavoro di Anna Momigliano, che rappresenta un seguito ideale a quello da lei scritto per il n. 28 sul Marais, il cui tema è: come stanno cambiando le città europee in un momento in cui le ondate migratorie e il cambiamento dei modelli produttivi spingono sul tessuto urbano? In questo senso Vienna è forse il più interessante laboratorio d’Europa: una città più volte premiata negli ultimi anni per la sua qualità della vita, che offre un interessante esperimento cosmopolita, ma dove allo stesso tempo è forte, fortissima la presenza di una destra xenofoba e aggressiva.

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In questo numero 30 viene anche dedicato ampio spazio alla vibrante primavera culturale milanese dei saloni. Innanzitutto con un lungo speciale-guida al 56° Salone del Mobile di Milano, che include una mappa degli eventi in programma, i nostri focus sugli oggetti e le interviste ad alcuni tra i volti protagonisti della settimana dedicata al design, da Beppe Finessi a Sabine Marcelis. E poi con un approfondimento su Tempo di libri, il nuovo Salone del libro. Nella sezione Studio Classic, siamo felici di ospitare Paolo Nori, che allo scorso festival in Triennale era stato protagonista di un bellissimo dialogo con Fredrik Sjöberg. Lo scrittore emiliano ha scritto un piccolo saggio sui mezzi di trasporto, raccontando di quando ha viaggiato sulla Transiberiana e degli autobus della sua infanzia. A chiudere, lo Studio Visit di questo numero è dedicato al lavoro del pittore e illustratore Tullio Pericoli, che ci ha aperto le porte del suo “laboratorio”, svelandoci come ha contribuito a fare la storia dei giornali italiani.

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E, ancora, come al solito: Studiorama con i nostri consigli di viaggi, stile, consumi culturali. I servizi di moda. I ritratti (Cat Marnell e Iris Law). Una serie di profili di giovani leader under-35 che hanno contribuito, con le loro idee e le loro iniziative, a costruire un mondo aperto nell’epoca dei muri. E, per finire, un saggio sulle sigarette in un’epoca di drastica riduzione del consumo di tabacco.

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