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Palantir ha lanciato la sua giacca da lavoro anche se nessuno l’ha chiesta e nessuno la vuole Anche perché non costa neanche poco: 239 dollari per un oggetto brandizzato da una delle aziende più controverse e criticate del mondo.
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.
Costruirsi un cyberdeck è diventata l’ultima forma di protesta contro la prepotenza di Big Tech Sono piccoli computer "artigianali", costruiti con pezzi vecchi, economici e di seconda mano, e personalizzati in ogni modo possibile e immaginabile.
Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il Diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data center per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.

Studio in Triennale 2020, in formato digitale

Che cosa c'è nel programma e come guardare il nostro festival che quest'anno è interamente online.

di Studio
10 Dicembre 2020

L’edizione 2020 di Studio in Triennale è stata diversa, come quest’anno strano per tutti noi. Non potendo realizzare, come per le precedenti otto edizioni, un evento dal vivo in cui fare incontrare i nostri lettori con le storie che scegliamo per la nostra rivista, abbiamo immaginato questo festival, arrivato alla nona edizione, come un numero speciale. Un numero fatto di 6 appuntamenti, di persone che parlano e si scambiano idee, anche se attraverso uno schermo. Lo sfondo è rimasto lo stesso, quello della Triennale di Milano, un luogo che amiamo e che ci ha visto “crescere”. Da una sala del museo abbiamo infatti condotto questi sei incontri. Li abbiamo registrati e ve li proponiamo adesso sotto forma di video, in una sezione speciale di questo sito che abbiamo creato per l’occasione e che resterà aperta a tutti, proprio come un festival, ma senza un limite di durata.

C’è Alessandro Borghi che insieme a Salmo e a Guido Brera parla di com’è stato curare il nuovo numero di Studio e del perché il tema degli “incontri”, a cui il numero è dedicato, è per lui così importante. Con Paolo Giordano, invece, abbiamo fatto il punto sulla situazione del Coronavirus, soprattutto sul rapporto tra scienza e parola, sugli errori che abbiamo fatto e su come ne usciremo. Abbiamo voluto dedicare poi un altro incontro a un tema su cui siamo tornati più volte, ovvero la possibilità di fare in Italia un pop intelligente, in particolare al livello televisivo, un tema su cui in questo caso si sono confrontati Costantino della Gherardesca e Simona Ercolani. Cecilia Sala, Chiara Lalli, Nicola Lagioia e Pablo Trincia rappresentano invece gli autori di un nuovo modo italiano di raccontare la cronaca nera attraverso podcast e romanzi. Alessandro Tommasi, Davide Giannella, Alberto Calcagno e Riccardo Barberis hanno dialogato sulle sfide dell’innovazione digitale sia dal punto di vista dei contenuti che da quello delle infrastrutture. Mentre Simona Flacco, Leonardo Caffo, Jonathan Bazzi e Giorgio Tacchia hanno parlato di luoghi e lavoro e di come, inaspettatamente, la casa sia diventata così centrale nelle nostre vite.

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Nei suoi momenti più interessanti il sequel è soprattutto un racconto dello stato del giornalismo di moda. Un settore che in 20 anni è cambiato moltissimo ma non sempre per il peggio, piaccia o no a Miranda Priestly.

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