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In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.

Perché sui cappelli ci sono i pon pon

16 Gennaio 2017

The Outline prova a rispondere a una delle questioni irrisolte più difficilmente spiegabili dell’inverno: la presenza di piccoli (o meno piccoli) agglomerati di tessuto sull’estremità superiore dei cappelli che indossiamo per ripararci dal freddo, ciò che chiamiamo pon pon. Le origini dell’apparentemente insensato ornamento possono essere ricondotte a un reperto, una statuetta votiva trovata in Svezia nel 1904 che raffigura uno dei protagonisti della mitologia norrena: nella sua rappresentazione bronzea, il dio vichingo Freyr è visto con un elmetto che termina con ciò che si direbbe, beh, proprio un pon pon.

pomChe se ne fa un dio nordeuropeo di un pon pon? Come più o meno qualsiasi materia di dibattito, anche questa ha un thread dedicato su Reddit. Secondo una tesi condivisa da un utente, la motivazione ultima della presenza di quella rifinitura va ricercata nel naalbinding, un’antica tecnica di cucitura dei tessuti molto presente nella tradizione scandinava: per coprire le cuciture rimaste, quindi, perché non usare una copertura “mirata” che non desse troppo nell’occhio?

La parola pon pon, spiega The Outline, deriva dal francese pompon, e ha iniziato a venire usata a partire dal XVIII secolo. I cappelli col pon pon erano già usati dalla fanteria napoleonica, con colori diversi a seconda della divisione militare di appartenenza. Anche la Chiesa romana ha indossato per secoli copricapi con un particolare tipo di pon pon: le berrette. Ma, detto questo, perché li indossiamo ancora oggi? Una teoria viene dal sito di Martha Stewart, e pare perlomeno verosimile: i pon pon sono tornati di moda durante la Grande depressione, quando erano un modo cheap per abbellire un cappello.

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In seguito, secondo diverse fonti reperibili online, i pon pon hanno consacrato la loro fama grazie a Michael Nesmith dei Monkees, il celebre gruppo pop rock losangeleno, che indossava sempre un cappello col pon pon. Il magazine ha messo in dubbio questo fatto, chiedendo lumi alla fashion designer – e amante dei pon pon – Caroline Rose Kaufman. La stilista ha detto che «i pon pon sono di moda da quando ho memoria. Ma ho notato che negli ultimi anni i designer li hanno reinventati in modo creativo».

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