Libri per l'estate ↓
22:38 lunedì 27 luglio 2026
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.

Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia

Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.

08 Giugno 2026

Cosa hanno in comune Pattie Gonia e Patagonia? L’attenzione per l’ambiente, una leggera somiglianza fonetica e il font con cui sono soliti scrivere il loro nome. Tre motivazioni validissime, secondo Patagonia, per denunciare Pattie Gonia.

Pattie Gonia, all’anagrafe Wyn Wiley, è una artista che conta 1,7 milioni di follower su Instagram, nota soprattutto per una performance del dicembre del 2025, intitolata The Million Dollar Backpacking Trip, una passeggiata in full drag dal Reyes National Seashore al San Francisco’s Golden Gate Bridge (praticamente tutta la costa della California). Grazie a questa performance – e a 35 mila benefattori – riuscì a raccogliere 1.2 milioni di dollari, devoluti interamente a delle associazioni di beneficienza. Però è proprio qui che iniziano i suoi guai giudiziari: secondo Patagonia, per l’occasione Pattie Gonia avrebbe violato un accordo privato stretto nel 2022 con l’azienda, accordo in cui si impegnava a non registrare il suo nome come marchio commerciale e a non produrre merchandise brandizzato Pattie Gonia. Prima, durante e dopo il Million Dollar Backpacking Trip, l’artista ha messo in venduta T-shirt e felpe con la scritta hiking club palesemente ispirata al celebre logo del monte Fitz Roy.

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La (scherzosa) parodia dell’artista ha indispettito Patagonia, preoccupata dal rischio che i consumatori non distinguano tra le comunicazioni ufficiali del brand e quelle “satiriche” di Pattie Gonia (e poi, ovviamente, dalla pura e semplice violazione del diritto d’autore e dalla violazione di un accordo firmato da entrambe le parti). La vicenda in realtà è iniziata mesi fa, nello specifico a gennaio, ma diventata virale solo dopo un video-sfogo (e due lettere aperte) in cui Wiley accusa il brand di voler «neutralizzare un’attivista», definendo la causa un «tradimento dei valori di Patagonia». Ha spiegato che se è vero che Patagonia le ha chiesto un risarcimento simbolico di un dollaro, è anche vero che le spese legali ammontano già a un milioni e rischiano di mandarla in bancarotta. Ovviamente, subito dopo la pubblicazione di questo video è partita la shitstorm, con molti fan di Pattie Gonia che se la prendono con Patagonia e altrettanti amanti di Patagonia che dicono peste e corna di Pattie Gonia.

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A questo punto resta solo da capire a chi il tribunale di Los Angeles darà ragione, se all’azienda che vuole tutelare il diritto d’autore o all’artista che rivendica la sua libertà d’espressione.

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