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14:51 lunedì 13 luglio 2026
Secondo gli ultimi dati, in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso durante l’ondata di calore di giugno Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.

Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia

Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.

08 Giugno 2026

Cosa hanno in comune Pattie Gonia e Patagonia? L’attenzione per l’ambiente, una leggera somiglianza fonetica e il font con cui sono soliti scrivere il loro nome. Tre motivazioni validissime, secondo Patagonia, per denunciare Pattie Gonia.

Pattie Gonia, all’anagrafe Wyn Wiley, è una artista che conta 1,7 milioni di follower su Instagram, nota soprattutto per una performance del dicembre del 2025, intitolata The Million Dollar Backpacking Trip, una passeggiata in full drag dal Reyes National Seashore al San Francisco’s Golden Gate Bridge (praticamente tutta la costa della California). Grazie a questa performance – e a 35 mila benefattori – riuscì a raccogliere 1.2 milioni di dollari, devoluti interamente a delle associazioni di beneficienza. Però è proprio qui che iniziano i suoi guai giudiziari: secondo Patagonia, per l’occasione Pattie Gonia avrebbe violato un accordo privato stretto nel 2022 con l’azienda, accordo in cui si impegnava a non registrare il suo nome come marchio commerciale e a non produrre merchandise brandizzato Pattie Gonia. Prima, durante e dopo il Million Dollar Backpacking Trip, l’artista ha messo in venduta T-shirt e felpe con la scritta hiking club palesemente ispirata al celebre logo del monte Fitz Roy.

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La (scherzosa) parodia dell’artista ha indispettito Patagonia, preoccupata dal rischio che i consumatori non distinguano tra le comunicazioni ufficiali del brand e quelle “satiriche” di Pattie Gonia (e poi, ovviamente, dalla pura e semplice violazione del diritto d’autore e dalla violazione di un accordo firmato da entrambe le parti). La vicenda in realtà è iniziata mesi fa, nello specifico a gennaio, ma diventata virale solo dopo un video-sfogo (e due lettere aperte) in cui Wiley accusa il brand di voler «neutralizzare un’attivista», definendo la causa un «tradimento dei valori di Patagonia». Ha spiegato che se è vero che Patagonia le ha chiesto un risarcimento simbolico di un dollaro, è anche vero che le spese legali ammontano già a un milioni e rischiano di mandarla in bancarotta. Ovviamente, subito dopo la pubblicazione di questo video è partita la shitstorm, con molti fan di Pattie Gonia che se la prendono con Patagonia e altrettanti amanti di Patagonia che dicono peste e corna di Pattie Gonia.

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A questo punto resta solo da capire a chi il tribunale di Los Angeles darà ragione, se all’azienda che vuole tutelare il diritto d’autore o all’artista che rivendica la sua libertà d’espressione.

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