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21:49 mercoledì 11 febbraio 2026
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Sportswear 1 Couture 0

26 Giugno 2011

Quando abbiamo smesso di considerare lo sportwear una disciplina estetica  al pari di una collezione di mezza stagione come la cruise? Forse quando l’abc dello sport è stato ripreso a man basse e portato in lode come versione ghetto-fever dei classici completi sartoriali, salvo poi che, passata la sbornia, i bermuda di jersey melange e le maxi t-shirt sono tornati mero spunto della sacca del martedì sera. Eppure alla fine degli show milanesi, dove sono state presentate le collezioni per l’uomo che verrà (e vestirà nella parte torrida del 2012), è venuta voglia di provare nuovi sport. E non smettere di indossarne le divise una volta finito l’allenamento.

Scherma con spade laser. Le armi bianche hanno ancora il potere di far credere possibili i duelli d’onore, dove figure ginniche attraversano la pedana e uccidono con un solo tocco. Leggerezza massima, nobiltà ed eleganza costante: tutti aggettivi che ci si aspetta da Moncler, uno dei pochi brand di Milano ancora in grado di rendere Milano utile, bella e anche un po’ nascosta (basti pensare due stagioni fa il loro show alla piscina Cozzi). Quest’anno però, il duello d’onore, la scherma e gli schermidori che hanno aperto la sfilata, sono stati solo una cornice di partenza. Il resto stava tutto in una paradossale colonna sonora (quella di Star Wars remixata) che accompagnava i modelli durante lo show: al posto del fioretto spade laser (immaginate) e divise bianche ricostruite con inserti di placche metalliche che nascono proprio dalla silhouette delle tute bianche della scherma. È il climax della collezione, dove nero e bianco dovevano mantenersi in pari per non svelare se a vincere fosse il bianco-buono o il nero-cattivo che ha portato piccoli uomini (uno dei cast più freschi visto nella fw) a indossare perfino mantelli-velo. Apocalissi in chiave optical eppure una sfilata desiderio per chi nella space opera vorrebbe un domicilio. Anche stilistico.

Golf mexicali. Polo pied de poule, gilet a losanghe, bermuda con check di rito. Nessuna divisa passa incolume nel trita-collezioni di Miuccia Prada, così quella da classico golfista viene presa e strizzata con molto altro. Sembrano pochi colpi, ma si tratta di un campo da 18 buche, quello che permette di vedere in casa Prada il golfista di stagione (modello ispirazionale che ad ogni anno balza tra le quotazioni del menswear e sport che a detta della stilista “non mi piace”). Aria fresca allora per il golfista del 2012, che con l’istruttore prende ancora lezioni straordinarie di postura e inclinazioni perché é una “ testa calda” e indossa camiciole mezza manica a quadrotto anni Cinquanta con stampa summer (effetto toys di metallo). Mentre le nappine delle stringata maxi borchiata a contrasto sono indispensabili per la valigia perfetta, in saffiano, con un paio di camperos per ogni esigenza. Postilla: le camicie da texano borchiate sono il tocco tenuto sotto controllo rispetto alla divisa da buon disciplinato. Anche quando le mazze sono portate in sacche che hanno il sapore delle Hawaii alla Elvis Presley.

Gym Fonda . Forse farà effetto che a riprodurre il suono sublime della sneakers che bruciano il linoleum non siano le sneakers appunto ma un paio di pantaloni della tuta ultra baggy. Eppure la possibilità di avvertire quella strana sensazione è alta. La collezione estiva di Calvin Klein è multisensoriale: per capirlo basta guardare sfilare lo sportswear all’americana, tra bermuda da jogging e felpe melange. E come ogni buon atleta indoor, la panca per gli addominali diventa l’unica rete a cui appoggiarsi mentre ci si vota al sacro Corpo. Nella sfilata di CK la “panca” sono i tessuti, ricercati fino a risultare troppo “costruiti” rispetto alla pulizia delle linee. Così le canottiere da body building sono in colori vitaminici ma vengono mixate con blouson di maglia intrecciata tipici delle barche “buone” (un altro accenno, preppy, alla americanità sartoriale). Coulisse in vita, bermuda effetto pvc, giallo canarino e trasparenze concesse in extremis: l’ascetismo di Calvin Klein vuole abbattere anche il preconcetto degli omoni palestrati privi di conversazioni senza steroidi. E per farlo ricama nuovi dubbi, quelli per cui le stampe dei blazer sembrano effetti ottici tra tasselli e cubi di Rubik rigorosamente b/n. Elogio allo jogging di Manhattan.

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