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Il prossimo sport estremo potrebbe essere la gara con i jetpack

L’ultima frontiera degli sport motoristici potrebbe essere quella dei jetpack, gli zaini-razzo entrati nell’immaginario collettivo grazie alle dimostrazioni dei prototipi realizzati negli anni sessanta. Il Times ha infatti seguito un volo effettuato alla fine del mese scorso da una coppia di uomini su un lago artificiale della California: i due, dopo essersi librati a un’altezza di nove metri, hanno sorvolato affiancati la superficie d’acqua; uno dei piloti era David Mayman, Ceo della società JetPack Aviation, che considera la dimostrazione una pietra miliare nell’uso dei razzi per attività sportive. Il manager aveva già sperimentato dispositivi del genere in varie occasioni, ma sempre da solo perché la presenza di un partner avrebbe causato problemi legati soprattutto alle turbolenze dell’aria e agli scarichi emessi dai propulsori. Come ha spiegato lo stesso Mayman, «bisogna fare attenzione quando si vola sopra un pilota, perché si potrebbe bruciarlo o gettare aria bollente nell’altro motore». Mayman ha fondato l’azienda nel 2003 con Nelson Tyler, l’ideatore della “cintura razzo” indossata da Bill Suitor durante le Olimpiadi di Los Angeles del 1984; quest’ultimo aveva in precedenza collaborato con Wendell Moore, ingegnere cui si deve la messa a punto dei jetpack introdotti alla fine degli anni ’50.

Tuttavia, un limite invalicabile era sempre stato rappresentato dalla quantità e dal peso del carburante necessario per il decollo di apparecchi simili, tanto che quello dei primi tentativi era sufficiente «per un tempo di volo di massimo 25 secondi»; i motori della JetPack Aviation, invece, allungano quest’ultimo fino a sei minuti, con l’obiettivo di arrivare presto a dodici e quindi a venti minuti. Un altro imprenditore, Richard Browning, punta invece su rocket pack con i propulsori collocati su schiena e braccia dei piloti, fisicamente impegnativi ma in grado di garantire agli utilizzatori un’esperienza più intuitiva. Mayman, dal canto suo, vorrebbe lanciare una competizione riservata alle gare con questi mezzi il prima possibile, anche perché sempre più società costruiscono veivoli dalle dimensioni contenute, e l’ambizione sarebbe «aprire (la gara, ndr) a qualsiasi produttore pensi di poter fornire un jetpack affidabile e abbastanza veloce».

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