La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
È morto Sergio Ricciardone, fondatore e direttore del C2C festival di Torino
Aveva 53 anni e grazie a lui il festival è diventato uno degli eventi musicali più importanti d'Europa.
L’organizzazione del C2C Festival di Torino ha comunicato la morte di Sergio Ricciardone, fondatore e direttore artistico di uno dei più importanti eventi di musica elettronica in Europa. Ricciardone era nato il 30 agosto del 1971, aveva 53 anni ed era una figura conosciuta nella scena musicale torinese e italiana. Dal 2000 era presidente di Xplosiva, direttore artistico di Club To Club, di cui C2C è stata l’evoluzione, e consulente progettuale per importanti brand e autorevoli istituzioni culturali, ideatore di format innovativi (The Italian New Wave, A Great Symphony) e progetti culturali che hanno valorizzato la relazione tra linguaggi e arti differenti. Nel 2017 era stato incaricato dalla Fondazione Crt di curare il palinsesto musicale degli eventi di lancio delle Officine Grandi Riparazioni, in occasione della loro riapertura. Il team di C2C ha diffuso una nota: «In questo momento di dolore esprimiamo la nostra più profonda vicinanza a Christel e Marcello, alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui il percorso umano e professionale. La tua visione continuerà ad illuminare il nostro percorso, il tuo carisma a guidarci nelle difficoltà. “Attraverso le asperità sino alle stelle”».
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Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.