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12:18 mercoledì 7 ottobre 2026
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».

Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré

Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.

21 Aprile 2026

In uno sciopero senza precedenti, più di 230 scrittori, tra cui la romanziera Virginie Despentes, il filosofo Bernard-Henri Lévy e Vanessa Springora, hanno firmato una lettera aperta contro la casa editrice francese Grasset e il suo proprietario, il miliardario conservatore Vincent Bolloré, accusato di promuovere idee di estrema destra attraverso il suo impero mediatico. Nella lettera, scrittori e scrittrici hanno detto che: «Ci rifiutiamo di essere ostaggi di una guerra ideologica che cerca di imporre l’autoritarismo ovunque nella cultura e nei media. Non vogliamo che le nostre idee, il nostro lavoro, siano di sua proprietà». Oltre alla lettera, gli scrittori hanno dichiarato che intraprenderanno anche azioni legali – una class action, per la precisione – per recuperare i diritti sulle loro opere precedenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la cacciata di Olivier Nora, storico amministratore delegato di Grasset, considerato l’ultimo baluardo contro la deriva reazionaria del gruppo. Per i firmatari della lettera aperta, il rifiuto è netto: non essere “ostaggi” di una guerra culturale che mira a trasformare la letteratura in una piattaforma per l’autoritarismo e un megafono dell’estrema destra. Nora ricopriva il ruolo di amministratore delegato dal 2000, la sua lunghissima esperienza e il fatto che a rimpiazzarlo sarà Jean-Christophe Thiery, editore che lavora con Vivendi (società di Bolloré che controlla, tra le moltissime altre cose, anche Hachette, che a sua volta controlla Grasset) da molti anni, hanno confermato ai critici di Bolloré le intenzioni “colonizzatrici” di quest’ultimo. Questo nonostante né Nora né l’azienda abbiano fornito delle vere e proprie spiegazioni per il licenziamento. Nelle ore subito successive all’annuncio, era circolata un’indiscrezione secondo la quale la cacciata di Nora sarebbe stata dovuta dall’opposizione di quest’ultimo alla pubblicazione di un libro di Boualem Sansal, scrittore franco algerino notoriamente islamofobo. Indiscrezione che è stata poi smentita dallo stesso Nora, che avrebbe anche scritto a Sansal per spiegargli che il suo libro non aveva niente a che vedere con il suo licenziamento.

Come scrive il Guardian il “sistema Bolloré” sta ridisegnando l’immaginario collettivo francese attraverso un controllo capillare che va da CNews – il canale all news più seguito e contestato del Paese – fino ai fumetti di Asterix passando appunto per case editrici e librerie. Mentre il miliardario bretone difende le sue acquisizioni come semplici operazioni finanziarie volte a aumentare il soft power francese, i fatti raccontano una mutazione profonda nell’industria culturale del Paese, una concentrazione di potere senza precedenti che ha allarmato librai e autori, trasformando la produzione culturale in un campo di battaglia.

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