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20:38 martedì 21 aprile 2026
Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.
Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.
L’AI sta facendo perdere il lavoro a così tante persone che si inizia a parlare di mega layoff, cioè di mega licenziamenti A quanto pare sta diventando un vero e proprio "trend" tra le aziende, tanto che molte licenziano anche se non sono in difficoltà economiche.

Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré

Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.

21 Aprile 2026

In uno sciopero senza precedenti, più di 230 scrittori, tra cui la romanziera Virginie Despentes, il filosofo Bernard-Henri Lévy e Vanessa Springora, hanno firmato una lettera aperta contro la casa editrice francese Grasset e il suo proprietario, il miliardario conservatore Vincent Bolloré, accusato di promuovere idee di estrema destra attraverso il suo impero mediatico. Nella lettera, scrittori e scrittrici hanno detto che: «Ci rifiutiamo di essere ostaggi di una guerra ideologica che cerca di imporre l’autoritarismo ovunque nella cultura e nei media. Non vogliamo che le nostre idee, il nostro lavoro, siano di sua proprietà». Oltre alla lettera, gli scrittori hanno dichiarato che intraprenderanno anche azioni legali – una class action, per la precisione – per recuperare i diritti sulle loro opere precedenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la cacciata di Olivier Nora, storico amministratore delegato di Grasset, considerato l’ultimo baluardo contro la deriva reazionaria del gruppo. Per i firmatari della lettera aperta, il rifiuto è netto: non essere “ostaggi” di una guerra culturale che mira a trasformare la letteratura in una piattaforma per l’autoritarismo e un megafono dell’estrema destra. Nora ricopriva il ruolo di amministratore delegato dal 2000, la sua lunghissima esperienza e il fatto che a rimpiazzarlo sarà Jean-Christophe Thiery, editore che lavora con Vivendi (società di Bolloré che controlla, tra le moltissime altre cose, anche Hachette, che a sua volta controlla Grasset) da molti anni, hanno confermato ai critici di Bolloré le intenzioni “colonizzatrici” di quest’ultimo. Questo nonostante né Nora né l’azienda abbiano fornito delle vere e proprie spiegazioni per il licenziamento. Nelle ore subito successive all’annuncio, era circolata un’indiscrezione secondo la quale la cacciata di Nora sarebbe stata dovuta dall’opposizione di quest’ultimo alla pubblicazione di un libro di Boualem Sansal, scrittore franco algerino notoriamente islamofobo. Indiscrezione che è stata poi smentita dallo stesso Nora, che avrebbe anche scritto a Sansal per spiegargli che il suo libro non aveva niente a che vedere con il suo licenziamento.

Come scrive il Guardian il “sistema Bolloré” sta ridisegnando l’immaginario collettivo francese attraverso un controllo capillare che va da CNews – il canale all news più seguito e contestato del Paese – fino ai fumetti di Asterix passando appunto per case editrici e librerie. Mentre il miliardario bretone difende le sue acquisizioni come semplici operazioni finanziarie volte a aumentare il soft power francese, i fatti raccontano una mutazione profonda nell’industria culturale del Paese, una concentrazione di potere senza precedenti che ha allarmato librai e autori, trasformando la produzione culturale in un campo di battaglia.

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