I giornali hanno riportato di un accordo quasi fatto con Netflix. Accordo che è stato poi smentito dall'avvocata della famiglia e dalla stessa Netflix.
Perché a 20 anni dall’11 settembre dobbiamo ancora togliere le scarpe in aeroporto
Vent’anni dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, chi viaggia in aereo è ancora alle prese con le procedure di sicurezza rinforzate introdotte subito dopo il crollo delle Torri, come la scansione del corpo e l’obbligo di togliersi le scarpe. Protocolli di sicurezza che, come sottolinea Ocr in questo articolo, si sono dimostrati molto efficaci, riuscendo a proteggere aeroporti e aerei da ulteriori attacchi, ma hanno anche reso i viaggi aerei «spiacevoli, nel migliore dei casi». Viene da chiedersi, quando e se mai il problema del Coronavirus potrà considerarsi risolto (ma potremmo mai dire lo stesso del terrorismo?) se dovremo continuare a volare con le mascherine, proprio come è avvenuto per le scarpe (sono pochissime quelle che possiamo tenere). Il motivo per cui le procedure sono rimaste invariate in tutti questi anni, quindi, è semplicemente perché funzionano.
Per quanto riguarda simili procedure però, è possibile che l’evoluzione della tecnologia e quindi dell’intelligenza artificiale consenta al processo dei controlli di sicurezza di diventare più rapido. Magari con scanner avanzati in grado di rilevare armi, sostanze esplosive o componenti elettronici nascosti in scarpe e altre calzature, controlli estesi ai punti di raccolta dei passeggeri e ai parcheggi aeroportuali e extra-aeroportuali, passerelle e tunnel in prossimità dei desk delle partenze e dei biglietti. Un modo per far sì che eventuali problematiche possano essere segnalate prima, rendendo potenzialmente più veloce il superamento del checkpoint di sicurezza finale. I desk self-service e il check-in online, in effetti, sono già in uso con diverse compagnie aeree. Secondo Dana Wheeler, Ceo di Plymouth Rock Technologies intervistata sull’argomento da Ocr, si tratta di un chiaro indicatore che il check-in con il personale è in fase di eliminazione, il che potrebbe accelerare ulteriormente il processo di partenza per i viaggiatori senza comprometterne la sicurezza.
Questi dieci giorni di viaggio nello spazio ci hanno ricordato perché l'essere umano da sempre tende verso il cielo: perché da lì le miserie e le macerie della Terra non si vedono e l'illusione dell'unità umana diventa verità.
La decisione del Comitato Olimpico contraddice anni di ricerche scientifiche commissionate dallo stesso Comitato Olimpico. E sta già avendo serie ripercussioni politiche, aggravando la situazione di una comunità già perseguitata.