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In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Un robot giocatore di scacchi ha spezzato il dito al suo avversario, un bambino di sette anni

25 Luglio 2022

È difficile immaginare uno sport meno violento degli scacchi. Grazie alla bellissima serie Netflix con Ana Taylor-Joy di due anni fa, La regina degli scacchi, anche i meno esperti hanno avuto modo di capire quanto questo antico gioco di strategia possa essere emozionante, appassionante, pieno di colpi di scena e perfino aggressivo senza mai, però, essere violento. Perlomeno quando viene giocato dagli umani. Come riportato alla stampa da Sergey Lazarev, presidente della Federazione scacchistica di Mosca, durante una partita del 19 luglio si è verificato uno spiacevole incidente: un giocatore robot ha rotto il dito del suo avversario, un bambino di sette anni.

Il video dell’episodio circola sui social da qualche giorno e mostra il robot mentre prende uno dei pezzi del bambino. Il bambino quindi fa la sua mossa e il robot gli afferra il dito. Quattro adulti si precipitano ad aiutare la vittima, che viene liberata e portata via. Lazarev ha assicurato che la macchina aveva giocato molte partite precedenti senza incidenti. Il suo gesto violento si è verificato in reazione a una mossa troppo rapida del bambino (uno dei 30 migliori giocatori di scacchi nella categoria under-nine a Mosca) che avrebbe violato le regole di sicurezza rispondendo troppo velocemente senza aspettare che il robot completasse la sua mossa. Secondo quanto riportato da Lazarev, il bambino non è rimasto particolarmente scosso dall’incidente. Ha continuato a giocare col gesso già dal giorno dopo, aiutato da dei volontari che registravano le mosse per lui, e ha terminato il torneo in tutta tranquillità, a differenza dei suoi genitori, che hanno contattato la procura per aprire un caso sull’incidente.

Come ha sottolineato il Guardian, anche se i robot stanno diventando sempre più sofisticati, la maggior parte di loro si limita a ripetere una serie azioni – afferrare, spostare, posare – senza sapere né preoccuparsi di cosa stiano afferrando, spostando o posando. Secondo uno studio del 2015, solo negli Stati Uniti ogni anno una persona viene uccisa da un robot industriale. La prima vittima risale al 1979: Robert Williams, operaio della Ford in Michigan, rimase schiacciato dal braccio di un robot. Nel 2015, in uno degli stabilimenti tedeschi della Volkswagen, un robot uccise un ragazzo di 22 anni afferrandolo e schiacciandolo contro una lastra di metallo. Tra il 2008 e il 2013 i robot utilizzati in chirurgia medica sono stati ritenuti responsabili della morte di 144 persone. Nel 2018 una donna di nome Elaine Herzberg è stata uccisa da un’auto a guida autonoma Uber che l’ha investita mentre attraversava la strada a Tempe, Arizona. «In generale, tuttavia, la causa più frequente è l’errore umano, o la mancanza di comprensione umana dei processi robotici», conclude Jon Henley sul Guardian, «vale la pena stare attenti con i robot, anche se stanno solo giocando a scacchi».

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