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23:31 venerdì 29 maggio 2026
Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.
C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per tassare i grandi patrimoni anche in Italia Si tratta di un'imposta progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe solo l'1 per cento della popolazione.
Firenze ha aumentato moltissimo le zone della città in cui è vietato aprire nuovi B&B e fare affitti brevi Nelle zone ora incluse nel blocco ci sono 67 mila abitazioni che ora non potranno essere destinate né all'uno né all'altro scopo.
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.

Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica”

L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.

25 Febbraio 2026

Se un’edizione del Festival si giudica dalla prima serata, quella appena iniziata non sarà tra le più brillanti degli ultimi anni, anzi. Il ritorno all’Ariston è stato noioso e privo di guizzi, sia sul lato dello spettacolo televisivo sia su quello musicale. Anzi: le 30 canzoni in gara hanno lasciato così poco che il momento più commentato e dibattuto sui social dell’intera diretta (conclusasi, come promesso, intorno all’una e mezza) è stato un errore di battitura in una delle grafiche proiettate sul ledwall dietro il palco.

È successo durante l’ospitata di Gianna Pratesi, signora di Chiavari che sale sul palco dell’Ariston in virtù dell’età – ha compiuto 105 anni ed è vicina al traguardo dei 106 – e del fatto di essere stata tra le prime donne italiane a esercitare il diritto di voto nel referendum del 1946, quello in cui gli italiani fondarono la loro repubblica. Già in passate edizioni del Festival da lui condotte, Conti ha dimostrato di avere un debole per i siparietti in cui il “Paese reale” irrompe sulla scena in virtù della sua “eccezionale normalità”. Nel 2015 portò sullo stesso palco una famiglia di Catanzaro con 16 figli, con tutti i 16 figli al seguito dei genitori. La presenza di Pratesi ha permesso a Conti di mettere in scena un breve momento istituzionale per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana, il cui anniversario cade appunto quest’anno. Il conduttore e la co-conduttrice Laura Pausini hanno dunque chiesto alla signora, tra le prime donne ad esercitare il diritto di voto in Italia, cosa ricordasse dello storico referendum in cui le cittadine italiane furono chiamate, per la prima volta nella storia elettorale del Paese, a scegliere tra la monarchia e la repubblica. Pratesi, candida e divertente, ha sabotato i tentativi di Conti di tenere il Festival il più lontano possibile dalla politica, raccontando che: «Eravamo sicuri noi in casa mia, tutti di sinistra, dei fascisti ciao-ciao. Abbiamo votato tutti repubblica! Finalmente. Tutti, in famiglia!».

Un errore di battitura proiettato a caratteri cubitali alle spalle di conduttore e ospite ha però distratto l’attenzione degli spettatori e dei social. Una grafica che riportava il risultato del referendum infatti ha storpiato la parola “repubblica” in “repupplica”, suscitando sconcerto e ilarità generale. Un errore non isolato in una serata in cui tra scritte in sovrimpressione, cartelli e grafiche durante le esibizioni canore si è notato a più riprese un approccio meno curato di quanto siamo abituati a vedere all’Ariston. Del refuso si è parlato così tanto sui social che a fine serata, dopo aver dato la linea a Nicola Savino per DopoFestival, Carlo Conti ha dovuto fronteggiare l’ironia di quest’ultimo in merito, con tanto di gag dedicata.

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Di questo Sanremo non si riesce nemmeno a ridere, neanche involontariamente

La prima serata del Festival è passata senza infamia e senza lode, tra diverse canzoni dimenticabili e pochi (per fortuna) siparietti imbarazzanti. Una certezza però ce l'abbiamo: Sanremo è tornato a essere una tradizione, noiosetta come tutte le tradizioni.