E sarà una vera pedonalizzazione: niente macchine, autobus, taxi, biciclette, scooter e risciò, potranno accedervi soltanto persone a piedi.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza della Basilica
La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Per celebrare i 400 anni dalla consacrazione della basilica di San Pietro, il Vaticano sta lanciando una serie di iniziative. Tra queste, quella che fa più discutere è l’ampliamento dell’accesso alla sua terrazza e del suo bar all’ombra della cupola di Michelangelo. La domanda sul fatto che un luogo così sacro (letteralmente il più sacro per il cattolicesimo) debba servire tramezzini e gazzose ai turisti sul tetto diventa quasi necessaria. E la risposta è sì, almeno secondo il Vaticano.
Il cardinale Mauro Gambetti, arcivescovo della basilica di San Pietro in Vaticano, ha ribadito che è assolutamente accettabile – verrebbe da dire quasi cristiano – dare un panino o una bevanda, oltre che l’accesso ai servizi igienici, ai visitatori della basilica. In particolare, a coloro che hanno fatto uno sforzo per arrampicarsi fin sulla cupola di San Pietro.
L’ampliamento del bar, la cui superficie verrà raddoppiata, diventa quindi un’operazione necessaria e anche economicamente comprensibile dal momento che, nel 2025, durante il Giubileo, il Vaticano ha accolto più di 33 milioni di pellegrini, provenienti principalmente da Italia, Stati Uniti, Spagna, Brasile e Polonia, secondo quanto riportato da Vatican News. Parallelamente, per onorare il maestro Michelangelo, è stata avviata un’iniziativa correlata: un nuovo font disponibile in Microsoft Office, intitolato “Michelangelus”, è stato creato utilizzando la sua calligrafia originale. Su questo, almeno su questo, non ci sono state polemiche.
Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".
I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.