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Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
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Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.

Un documentario racconta di come il “Salvator Mundi” sia finito nelle mani di un famoso assassino

15 Giugno 2021

Dipinti rinascimentali di dubbia autenticità custoditi in caveau blindati negli aeroporti, poi venduti in false aste a magnati svizzeri e dopo ad assassini arabi. I detrattori diranno che è la trama di Tenet di Christopher Nolan (o almeno l’unica parte che abbiamo capito), invece è la storia vera del “Salvator Mundi”, il dipinto più costoso al mondo, vale 450 milioni, attribuito a Leonardo Da Vinci. Un nuovo documentario presentato nei giorni scorsi al festival di Tribeca vuole fare luce sulla storia del dipinto, tanto antico (si parla del 16esimo secolo) quanto nuovo (non si riesce a rintracciarlo prima del 1900). The Lost Leonardo lo segue dal momento in cui è stato acquistato per più di mille dollari a New Orleans perché attribuito a un allievo leonardiano, fino al momento in cui, qualche anno fa, pare sia sparito in Arabia Saudita.

Fin dalla sua riapparizione, così dal nulla, è stato considerato un dipinto controverso, perché ancora non si sa con certezza se a dipingerlo fu proprio Leonardo. Ripercorrendo tutti i fatti: quando il direttore della Gemäldegalerie di Berlino riceve per telefono la proposta di compravendita del “Salvator Mundi” risponde: «Non fa per noi. Non è il nostro compito, in quanto museo serio, esporre un quadro così dibattuto». Lo acquista invece la National Gallery di Londra, che lo espone subito senza preoccuparsi troppo dell’autenticazione. Dopo essere rimasto esposto in una retrospettiva inglese su Leonardo, ad acquistarlo è Yves Bouvier, un finanziere svizzero, che lo tiene nella camera blindata in un aeroporto per ovviare i dazi. Lo svizzero, per liberarsene, mette in piedi un’asta tra amici e lo vende così a un oligarca russo, per 127 milioni, quasi il doppio del prezzo al quale l’ha pagato.

Ritorniamo nel 2017, alla famosa asta di Christie’s alla quale partecipa anche Leonardo Di Caprio, convinto che gli stipendi di Hollywood possano competere con quelli dei magnati arabi. Ad acquistarlo, per 450 milioni, è Mohammed bin Salman, principe dell’Arabia Saudita e famoso assassino e criminale di guerra, scrive il Daily Beast, che «ha considerato l’opera come un modo per trasformare lo Stato in una nazione da visitare anche per le opere d’arte, e proprio per questo l’autenticità del dipinto èli sembra irrilevante». Il magnate afferma pertanto di volerlo regalare al Louvre di Dubai, dove, però, non è mai stato esposto. Alcuni dicono di averlo visto dentro a un deposito svizzero, altri dentro uno yacht sul Mar Rosso. Noi lo possiamo vedere, per ora, solo nel documentario.

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