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Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
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In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
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Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.

Un documentario racconta di come il “Salvator Mundi” sia finito nelle mani di un famoso assassino

15 Giugno 2021

Dipinti rinascimentali di dubbia autenticità custoditi in caveau blindati negli aeroporti, poi venduti in false aste a magnati svizzeri e dopo ad assassini arabi. I detrattori diranno che è la trama di Tenet di Christopher Nolan (o almeno l’unica parte che abbiamo capito), invece è la storia vera del “Salvator Mundi”, il dipinto più costoso al mondo, vale 450 milioni, attribuito a Leonardo Da Vinci. Un nuovo documentario presentato nei giorni scorsi al festival di Tribeca vuole fare luce sulla storia del dipinto, tanto antico (si parla del 16esimo secolo) quanto nuovo (non si riesce a rintracciarlo prima del 1900). The Lost Leonardo lo segue dal momento in cui è stato acquistato per più di mille dollari a New Orleans perché attribuito a un allievo leonardiano, fino al momento in cui, qualche anno fa, pare sia sparito in Arabia Saudita.

Fin dalla sua riapparizione, così dal nulla, è stato considerato un dipinto controverso, perché ancora non si sa con certezza se a dipingerlo fu proprio Leonardo. Ripercorrendo tutti i fatti: quando il direttore della Gemäldegalerie di Berlino riceve per telefono la proposta di compravendita del “Salvator Mundi” risponde: «Non fa per noi. Non è il nostro compito, in quanto museo serio, esporre un quadro così dibattuto». Lo acquista invece la National Gallery di Londra, che lo espone subito senza preoccuparsi troppo dell’autenticazione. Dopo essere rimasto esposto in una retrospettiva inglese su Leonardo, ad acquistarlo è Yves Bouvier, un finanziere svizzero, che lo tiene nella camera blindata in un aeroporto per ovviare i dazi. Lo svizzero, per liberarsene, mette in piedi un’asta tra amici e lo vende così a un oligarca russo, per 127 milioni, quasi il doppio del prezzo al quale l’ha pagato.

Ritorniamo nel 2017, alla famosa asta di Christie’s alla quale partecipa anche Leonardo Di Caprio, convinto che gli stipendi di Hollywood possano competere con quelli dei magnati arabi. Ad acquistarlo, per 450 milioni, è Mohammed bin Salman, principe dell’Arabia Saudita e famoso assassino e criminale di guerra, scrive il Daily Beast, che «ha considerato l’opera come un modo per trasformare lo Stato in una nazione da visitare anche per le opere d’arte, e proprio per questo l’autenticità del dipinto èli sembra irrilevante». Il magnate afferma pertanto di volerlo regalare al Louvre di Dubai, dove, però, non è mai stato esposto. Alcuni dicono di averlo visto dentro a un deposito svizzero, altri dentro uno yacht sul Mar Rosso. Noi lo possiamo vedere, per ora, solo nel documentario.

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