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00:25 venerdì 12 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

I fan di Barbie dicono che Ryan Gosling è troppo vecchio per essere Ken

01 Giugno 2023

È vero che esiste un fandom per qualsiasi cosa ed è vero che internet è ormai l’agorà dell’inutilità, il luogo in cui si discute troppo di tutto ciò che non serve a niente. Nonostante questa consapevolezza, si resta comunque sorpresi nello scoprire che esiste un fandom di Barbie così appassionato ed esperto da avere da ridire sul casting del film di Greta Gerwig. In particolare, sulla scelta di Ryan Gosling per il ruolo, complesso e profondo, della bambola Ken. A quanto pare, dopo l’uscita dell’ultimo trailer del film, diversi adulti appassionati di bambole per l’infanzia hanno deciso di esprimere il loro disagio nei confronti di Gosling: secondo loro, esperti di misurazione dell’età di pezzi di plastica e fini conoscitori dell’anagrafe di Barbieland, l’attore sarebbe troppo vecchio per interpretare Ken.

Il dibattito sulla questione ha raggiunto un’intensità tale che il New York Post ci ha dedicato un articolo in cui si sottolinea come, in realtà, non tutti i fan di Barbie si professano anti-Gosling. Anzi. Ci sarebbe una spaccatura nella comunità, una linea di separazione che segue i confini generazionali: i fan più giovani – dalla Gen Z in giù – ritengono Gosling, 42 anni, un vecchio senza diritto di cittadinanza nel Barbie World; i fan più grandi, invece, sostengono che Gosling, loro coetaneo o quasi, è perfetto per la parte. Ma cosa ne pensa Gosling di questo scisma nella Barbie community? La sua risposta l’attore l’ha data in un’intervista a Gq: «Se la gente non vuole giocare col mio Ken, ce ne sono molti atri con cui giocare», ha detto, riferendosi alla presenza, nel film, di molteplici versioni della stessa bambola. Certo, anche lui è stato costretto ad ammettere che viviamo in tempi curiosi. «Mi fa ridere – ha detto – tutta questa campagna, non saprei, #notmyken. Nel senso: qualcuno ha mai davvero pensato a Ken prima d’ora?».

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