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20:14 mercoledì 13 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

È morto Robert Coover, il più cattivo degli scrittori postmodernisti

07 Ottobre 2024

È morto il 6 ottobre 2024 Robert Coover, importante scrittore statunitense specialmente negli anni Sessanta e Settanta, quando occupò un posto di primo piano nel movimento postmodernista della letteratura americana, con Donald Barthelme, John Barth, Thomas Pynchon. In Italia venne pubblicato negli anni Ottanta da Guanda, per cui apparirono nel 1982 La babysitter e nel 1987 Sculacciando la cameriera, poi da Feltrinelli, che fece uscire nel 1988 La festa di Gerald e quindi da Fanucci (Il gioco di Henry). Negli ultimi anni è tornato in catalogo per NN Editore, con La babysitter e altre storie e Huck Finn nel West.

Coover rifiutò il realismo della generazione precedente e, come disse in un’intervista rilasciata al New York Times nel 2014, «mi sono occupato di fiabe popolari per tutta la mia carriera, come parte del mio tentativo di smantellare i miti che ci circondano e ci governano». Il suo primo romanzo, The Origin of the Brunist, uscito nel 1966, parla di un minatore sopravvissuto a un disastro sul lavoro attorno a cui si crea un culto religioso esoterico (il libro ricevette il William Faulkner Foundation First Novel Award). Trattò lo sport come interesse culturale nazionale in Il gioco di Henry (titolo originale: The Universal Baseball Association, Inc., J. Henry Waugh, Prop.), in cui il protagonista si immerge ossessivamente in una sorta di gioco tipo Fantacalcio, ma dedicato al baseball. Ma il suo libro più noto è The Public Burning del 1977, uno dei primi romanzi di fiction a usare figure storiche, che in quel caso erano Richard Nixon e Julius ed Ethel Rosenberg, marito e moglie accusati di essere spie russe nell’America degli anni ’50 e condannati a morte.

Luca Pantarotto ha scritto nel 2019 l’introduzione a La babysitter e altre storie (NN Editore), scrivendo che «è però nella dimensione del racconto che la sua visione della letteratura raggiunge i picchi più alti». Descrive la raccolta come «un’inesauribile scatola delle meraviglie» in cui «Coover espande all’estremo limite la propria capacità di sondare l’intero patrimonio narrativo occidentale (dalla Bibbia alle fiabe classiche, dai film ai fumetti e persino alle storie di burattini) alla ricerca di materia prima sempre nuova, insospettabili punti ciechi, spazi bianchi su mappe apparentemente già percorse all’esaurimento».

Michiko Kakutani, la celebre critica letteraria del New York Times (oggi in pensione), ha scritto che Coover è stato «probabilmente il più divertente e più cattivo» di tutti i postmodernisti, «mixando satira politica e sociale con svolte da vaudeville, svarioni osceni e giochi di parole che chi fanno ripensare sia alla meccanica del mondo sia alla nostra relazione con esso».

Coover fu anche un co-fondatore della Electronic Literature Organization, un’associazione nata per promuovere la cosiddetta “letteratura elettronica”: si tratta di un genere letterario composto di opere che nascono fortemente in connessione con il contesto computerizzato, come la poesia animata o digitale, narrazioni generate da bot o computer, installazioni artistiche con aspetti fortementi letterari, o il più famoso iperromanzo.

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