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15:09 giovedì 2 luglio 2026
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per segnalare e tracciare gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 al fianco delle squadre di pronto intervento che combattono gli incedi in un Paese che negli ultimi anni ha visto alcune delle stagioni di incendi più devastanti della sua storia recente.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.

Come sappiamo che un volto è un volto?

05 Giugno 2017

Quando osserviamo un viso di sfuggita cosa ci dice, a livello cerebrale, che ciò che abbiamo davanti agli occhi è un volto? La domanda, espressa da un articolo apparso sul magazine Discover, è al centro di una ricerca portata avanti al California Institute of Technology che mette in discussione le nostre certezze sull’argomento. La tradizione scientifica vuole che il riconoscimento facciale sia il risultato di un processo chiamato “elaborazione configurale”, che poggia sull’assunto che una faccia è più della semplice somma delle parti che la compongono (cosa che spiega anche la pareidolia, cioè la nostra tendenza a vederne dove non ci sono). Lavorando su un campione di macachi, invece, i ricercatori hanno identificato un piccolo gruppo di neuroni deputati al riconoscimento dei diversi elementi del viso.

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Facendo indossare alle scimmie dei caschi da encefalogramma, i ricercatori hanno mostrato alle cavie duemila immagini di volti, registrando nel contempo quali zone del cervello si attivavano per processare le informazioni. Alla fine, gli scienziati sono riusciti a isolare 200 neuroni responsabili dell’assemblamento dei visi nei primati. Ancora più sorprendentemente, il team è riuscito a lavorare a ritroso, ricostruendo i volti proiettati a partire dai dati sulle regioni neuronali interessate: il risultato, pubblicato in questi giorni sulla rivista Cell., rivela che le facce ricostruite a partire dalle onde cerebrali sono pressoché identiche a quelle viste sullo schermo dai macachi. Se questo non mette in soffitta la teoria dell’elaborazione configurale, di certo cambia le carte in tavola, aprendo possibili scenari di analisi e approfondimento scientifico.

Nelle immagini: nel testo alcuni volti del test del California Institute of Technology
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