Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
Sono tutti incazzati con Ricky Gervais perché ha difeso Chris Rock
Tra Will Smith e Chris Rock, Ricky Gervais sta dalla parte di Chris Rock e, per dimostrarlo, ha deciso di dire lui delle battute sulla disabilità che si possono definire “davvero” offensive, al contrario di quella di Rock sulla testa rasata di Jada Pinkett Smith. «Non si prendono a botte le persone per una battuta, a prescindere da quanto cattiva sia la battuta. E quella non era nemmeno così cattiva. Era una battuta tra le più innocue che a me sarebbe venuto in mente di fare», ha detto Gervais in un Q&A via Twitter, condiviso poi sul suo profilo TikTok.
«Qualcuno ha sostenuto che lui stesse facendo ironia sulla disabilità di lei. Beh, io sto stempiando un po’, quindi sono disabile anche io. Questo vuol dire che posso parcheggiare accanto a Tesco adesso. E sono grasso. È una malattia, questa, vero? Sono grasso e sto stempiando. Dovrebbero darmi i cazzo di sussidi», ha detto Gervais. Ovviamente, sui social è immediatamente partita la shitstorm. C’è chi si dice d’accordo con Gervais quando dice che, a prescindere da tutto, non si può prendere a schiaffi un comico per una battuta venuta male. C’è chi si dice d’accordo con lui quando sostiene (implicitamente) che l’alopecia non è una disabilità, una cosa detta anche da Bill Maher nel suo show su Hbo («se nella vita sei stato così fortunato che il tuo problema di salute è quello, ringrazia il Padre Eterno e basta»). C’è chi, invece, ribadisce che è crudele scherzare su questioni come la salute e che non è Ricky Gervais a decidere se l’alopecia è una disabilità o no.
Nella discussione sono entrate anche le dichiarazioni fatte dal fratello di Chris Rock negli ultimi giorni. Kenny si è detto sicuro che Chris non era a conoscenza della ragione per la quale Jada Pinkett Smith si rasa la testa. «La battuta era divertente. Non esilarante, va bene, ma so che se avesse saputo dell’alopecia, non ci avrebbe scherzato su. Ma non lo sapeva».
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.
In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.