Libri per l'estate ↓
03:33 giovedì 30 luglio 2026
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".

Occhiali dal futuro

Un incontro con Daniel Beckerman, fondatore di Retrosuperfuture, il brand di occhiali da sole endorsato anche da Kanye West e Rihanna.

12 Giugno 2017

Mentre aspetto di intervistare Daniel Beckerman, un paio di fotografi stanno sistemando il set per la nuova collezione di Retrosuperfuture. Sono giorni frenetici nello showroom in via Bocconi a Milano. Quest’anno sono dieci anni dal lancio di un prodotto che ha rivoluzionato l’estetica degli occhiali da sole. Un brand che nel tempo si è consolidato grazie a endorsers come Kanye West, Rihanna, Beyoncé o Yoko Ono solo per citarne alcuni, e che è appena stato oggetto degli investimenti di Renzo Rosso, tramite il suo fondo di famiglia Red Circle Investments.

Merito di una visione lungimirante e di scelte stilistiche ben definite. Per Beckerman il mondo degli occhiali era un campo sconosciuto, un’avventura nata quasi per caso l’ha portato a trasformare Retrosuperfuture in una brand mondiale con sedi a New York, Dubai e Los Angeles. «Devo essere sincero: non mi aspettavo questi risultati», spiega il fondatore di Retrosuperfuture. «Sono una persona ambiziosa che si dà degli obiettivi a breve con una visione a lungo termine. Puoi fantasticare, ma alla fine devi rimanere concentrato sul tuo lavoro. Credo che con Retrosuperfuture abbiamo smosso il mercato degli occhiali».

super (1)

Prima di fondare il suo brand, Beckerman si occupava di tutt’altro. Era impegnato nel campo dell’editoria: curava e dirigeva PIG, un magazine indipendente che parlava di moda e lifestyle. Un’esperienza esaltante, ma che alla fine l’aveva stancato. Aveva voglia di rimettersi in gioco, provare qualcosa di nuovo. Retrosuperfuture nasce da questo desiderio. Sono anni difficili però per l’economia italiana: lo spettro della crisi incombe e fondare dal nulla un nuovo brand non è così semplice. «Avevo voglia di diversificare il mio lavoro. L’editoria ormai era in crisi e c’era stata un po’ di disgregazione all’interno della rivista. Cercavo un mercato florido e avevo visto che non esistevano marche di occhiali da sole indipendenti. Ho pensato dunque di buttarmi in questo campo. Mi sono informato, ho studiato parecchio e alla fine ho lanciato Retrosuperfuture».

Il tono di voce di Beckerman è calmo. Nella sua mente sfilano tutti i ricordi e le esperienze che ha vissuto in questi dieci anni. Da poco è tornato in Italia, dopo una breve parentesi lavorativa a New York. Paradossalmente, Retrosuperfuture ha più successo all’estero che nel nostro Paese. «L’Italia per un sacco di anni è stato il nostro mercato minore. Da noi c’è un monopolio degli occhiali da sole, visto che più della metà sono fabbricati da aziende italiane. Io non avevo voglia di inserirmi in quel circuito. Quando ho lanciato Super non avevo un modello preciso di riferimento, andavo alle fiere dei mercatini e prendevo spunto. Volevo proporre sul mercato qualcosa di diverso e rischiare».

Beckerman 2

Già, «rischiare». È una parola che Beckerman ripete spesso. Insiste parecchio su questo concetto. «L’Italia ha un mercato piccolo. C’è questa concezione di consolidare quello che si ha già senza provare a sperimentare qualcosa di nuovo. Io sono partito da zero, mi sono messo in gioco. Dal 2007 Retrosuperfuture ha fatto girare milioni di euro, un successo per un brand indipendente. C’è stata anche poca attenzione da parte dei media italiani, nessuno si è interessato alla nostra storia. Questo un po’ mi delude, all’estero abbiamo avuto un riscontro totalmente diverso». E proprio dall’estero sono arrivate le sorprese più piacevoli. Gli occhiali Super sono finiti sul volto di celebrità di fama mondiale come Kanye West, Lady Gaga, Snoop Dogg, Rihanna e Beyoncé, un risultato che testimonia l’affermazione del brand a livello mondiale. «Ho scoperto solo dopo che questi artisti indossavano la mia marca. Tutto questo mi ha fatto piacere, significa che stiamo lavorando bene. Kanye West l’ho incontrato, addirittura: sono andato a casa sua per parlare di una collezione personale di Retrosuperfuture. Alla fine però non ne è uscito nulla, perché non ero soddisfatto della linea. Dovrei avere ancora il suo numero in rubrica». Si ferma un attimo e dalla tasca dei suoi jeans estrae il cellulare. Scorre la rubrica e mi mostra il contatto di Kanye West.

L’occhiale da sole negli ultimi anni, grazie anche a brand come Retrosuperfuture, è diventato un accessorio fondamentale dell’outfit. «L’occhiale è diventato un tratto distintivo. Rispetto al passato la gente osa di più, non si limita più solo alle montature classiche». Per Beckerman è fondamentale la qualità dei materiali. La sua marca punta molto sul Made in Italy, dalle lenti fino alla montatura. Ogni particolare deve essere curato nei minimi dettagli, per offrire al compratore un prodotto originale e raffinato. «Tutto parte dalla scelta dei materiali, se vuoi creare qualcosa di speciale devi puntare sulla qualità. Poi serve anche un tocco di originalità. La gente vuole indossare un prodotto che la valorizzi, che la faccia stare bene».

Per il futuro Beckerman ha già in mente molte idee per rinnovare il proprio marchio e continuare l’espansione verso nuovi mercati. Dopo le collaborazioni con Carhartt, A.P.C., Études, Barneys è in arrivo una nuova linea con il brand francese Pigalle. «Apprezzo molto lo stile di Stephane (il fondatore di Pigalle, ndr) anche se ultimamente si è lanciato molto nella moda. Se dovessi scegliere una marca street oriented opterei per Palace. Nel futuro credo possa ricoprire il ruolo di Supreme». Mentre stiamo parlando, dall’altra parte della città, Barack Obama sta partecipando a una conferenza mondiale sul cibo del futuro. Ed è proprio l’ex presidente degli Stati Uniti, icona di stile e eleganza, il sogno nel cassetto di Daniel. «Sarebbe fantastico vedere Barack Obama indossare un paio di Retrosuperfuture. Un’emozione unica che testimonierebbe ulteriormente la nostra crescita».

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