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06:48 giovedì 17 settembre 2026
JD Vance si è prodotto in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.

È morto Renato Casaro, il disegnatore che ha trasformato le locandine per il cinema in una forma d’arte

Aveva 89 anni, è a lui che dobbiamo locandine memorabili come quelle di Per un pugno di dollari, C'era una volta in America e L’ultimo imperatore.

01 Ottobre 2025

«Ho sempre avuto un debole per gli eroi», diceva Renato Casaro per spiegare quella sua tendenza a “ingigantire” i protagonisti dei film, a farne dei colossi piazzati al centro delle sue locandine, grandi più del mondo in cui vivevano le loro avventure. Casaro è morto il 30 settembre 2025, a 89 anni, nella sua città, Treviso. Quasi tutta la vita l’ha passata a disegnare locandine di film oggi considerate oggetti da collezione, quasi opere d’arte. Quasi tutta la vita perché Casaro aveva lasciato il mestiere nel 1998, quando capì che agli studi di produzione ormai non interessavano più le locandine disegnate a mano. Lui di lavorare con il computer e con i software non voleva saperne, quindi preferì ritirarsi a vita privata. In pensione ci rimase fino a quando non ricevette la telefonata di Quentin Tarantino, che voleva assolutamente che fosse lui a disegnare una locandina “fittizia” di C’era una volta a… Hollywood. «Una bellissima sorpresa», la definì Casaro.

C’è un sito dedicato all’arte di Casaro in cui sono raccolte tutte le locandine che ha disegnato nella sua lunga e prolifica carriera. Servono 71 pagine per vederle tutte, perché Casaro aveva con il suo mestiere un approccio da artigiano: fare bene e fare tanto erano quasi sinonimi, per lui. «A tutti, come figli, ma se proprio dovessi scegliere: Il tè nel deserto, per la sintesi, L’ultimo imperatore, per il grande impatto mistico di composizione e di atmosfera, premiato da Hollywood Reporter come miglior manifesto mondiale 1988», questa la risposta che Casaro dava a chi gli chiedeva a quale locandina fosse più affezionato. Fare una selezione delle sue locandine migliori, anche una basata esclusivamente sui gusti personali, è davvero difficile. Anche perché Casaro è noto ai più per una certa estetica “eroica”, come detto prima: quella delle locandine di Conan, di Red Sonja, di Rambo, di Total Recall, solo per citare le più famose e apprezzate.

Ma Casaro era capace di fare tutto quello di cui il film aveva bisogno. Sempre nel sito a lui dedicato, viene definito un movie painter, un pittore del e per il cinema. E d’altronde, le sue ispirazioni erano Norman Rockwell e Angelo Cesselon. «I pittori di cinema mirano a portare gli spettatori al cinema. Renato Casaro mira a portare il cinema agli spettatori», si legge in alto nella homepage. E in effetti, quello che colpisce dell’opera di Casaro, a conoscerla davvero, è quanto diverse potessero essere le sue locandine: quella di Navajo era completamente diversa da quella di Per un pugno di dollari, e quest’ultima era completamente diversa da quella di C’era una volta in America, e quella di Solaris era a sua volta diversa da tutte le altre («Solaris fu facile da fare. Peccato, però, che non ho mai incontrato Tarkovsky di persona»). In parte, Casaro spiegava questa varietà con le mancanze dell’industria cinematografica italiana dell’epoca: «A quei tempi in Italia non esistevano agenzie pubblicitarie, quindi io ero il mio stesso direttore artistico, ero in controllo di tutto il processo creativo, dall’ideazione alla realizzazione», spiegava in un’intervista al Guardian. Faceva quello che voleva, in sostanza. Ed è così che è diventato uno dei più famosi locandinisti, anzi, movie painter, della storia del cinema.

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