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23:48 giovedì 4 giugno 2026
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

Sam Levinson è stato accusato di aver “rubato” Euphoria a Petra Collins

L'aveva raccontato la stessa fotografa in un'intervista di gennaio che è riemersa negli ultimi giorni

18 Settembre 2023

Nella scorsa settimana sono emersi degli stralci di un’intervista rilasciata a gennaio dalla fotografa canadese Petra Collins alla rivista ungherese Punkt, che finora era passata inosservata, forse perché era stata condotta in ungherese e solo adesso se ne trovano traduzioni. In alcuni screenshot pubblicati da Pop Crave su Twitter, Collins ha rivelato la “storia segreta” di Euphoria. È l’intervistatrice a portare la conversazione su Euphoria, con una domanda (ora scomparsa dal sito di Punkt) incalza la fotografa evidenziando le forti somiglianze tra l’estetica della serie e lo stile inconfondibile di Collins. Così lei racconta la sua verità. Sam Levinson, creatore e showrunner di Euphoria, avrebbe contattato Collins per informarla che le sue fotografie l’avevano ispirato nella scrittura di una nuova serie, per poi proporle di esserne la regista. La fotografa si sarebbe trasferita a Los Angeles per questo motivo, dove avrebbe lavorato con Levinson per Hbo per cinque mesi, contribuendo a definire l’estetica della serie e anche a stilare una prima lista di attori da ingaggiare.

Le foto di Collins, caratterizzate da soggetti che lei definisce “surreali”, simili ad avatar online, hanno contribuito a definire una nuova estetica femminile nella fotografia. Dopo un’importante collaborazione con Gucci tra il 2016 e il 2017 e dopo essere stata inserita nella lista di Forbes “30 under 30” nel 2017, lo stile di Collins è diventato immediatamente riconoscibile. Eppure, lei racconta che Hbo l’avrebbe licenziata poco prima dell’uscita della serie, definendola troppo giovane per essere a capo di un progetto così importante. A quel punto, convinta che il suo lavoro non fosse piaciuto, Collins si era arresa. Il problema, spiega sempre nell’intervista, è stato uscire di casa e trovarsi davanti un cartellone pubblicitario di Euphoria che ricordava tantissimo una delle sue fotografie. L’artista conclude il discorso sulla serie dicendo che Euphoria ha funzionato su di lei come una specie di esorcismo: l’episodio l’ha costretta a esplorare nuovi stili e ad allontanarsi dall’identità artistica che si era creata, un processo che ha definito emozionante e terapeutico.

D’altro canto, anche se i rappresentanti di Levinson non hanno voluto concedere dichiarazioni ufficiali, una fonte vicina al regista ha smentito la versione di Collins su The Daily Beast, spiegando che Levinson ha fatto il nome di Collins perché sperava di poter lavorare insieme alla serie, ma che non si è mai giunti a una collaborazione. Tanti utenti su Twitter hanno fatto però notare come il coinvolgimento del regista in un precedente molto simile per The Idol, sicuramente non gioca a suo favore, riporta Buzzfeed.

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