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Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.

Il riciclo della bellezza

Recycling Beauty, dal 17 novembre al 27 febbraio alla Fondazione Prada, è un progetto di Salvatore Settis dedicato al riuso del passato e all’importanza dei frammenti e dell’interpretazione.

di Studio
17 Novembre 2022

Normalmente, la mano e il piede destro della statua colossale di Costantino (IV sec. d.C.) sono esposti nel cortile del Palazzo dei Conservatori a Roma. Grazie all’opera di Füssli del 1778-80, La disperazione dell’artista di fronte alla grandezza delle rovine antiche, negli anni i due pezzi dell’enorme scultura sono diventate il simbolo di un approccio emotivo e nostalgico nei confronti dell’antico, in contrapposizione con le teorie di Winckelmann, che alle rovine associavano ideali di armonia e di quiete. In effetti, è sempre stato difficile restare sereni di fronte a questi due blocchi di marmo: viene più spontaneo sentirsi minuscoli, provare un senso di vertigine e provare a immaginare, a partire dalle loro proporzioni, le dimensioni di una delle opere più importanti della scultura romana tardo-antica.

“Immaginare” fino ad ora, perché adesso, per la prima volta, si tratta di “vedere”: nelle due sale della Cisterna della Fondazione Prada, la mano e il piede sono accostati alla prima ricostruzione del Colosso in scala 1:1 mai realizzata. Un ambizioso esperimento con scopo ben preciso: evidenziare come l’opera sia il risultato della rielaborazione di una più antica statua di culto, probabilmente di Giove. Il tema della rielaborazione e del riciclo è al centro della mostra che inaugura il 17 novembre alla Fondazione Prada (fino al 27 febbraio 2023). A cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica, impreziosita da un progetto allestitivo ideato da Rem Koolhaas/OMA, Recycling Beauty è un’inedita ricognizione sul tema del riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco.

La mostra si inserisce in un’indagine più estesa che Fondazione Prada ha intrapreso dal 2015 quando presentò contemporaneamente negli spazi di Milano e Venezia Serial Classic e Portable Classic, due esposizioni curate da Salvatore Settis (con Anna Anguissola a Milano e con Davide Gasparotto a Venezia). Il progetto espositivo di Recycling Beauty, concepito da Rem Koolhaas/OMA (come i precedenti) con Giulio Margheri, si sviluppa in due edifici della Fondazione, il Podium e la Cisterna, come un percorso di analisi storica, scoperta e immaginazione. Nel Podium un paesaggio di plinti bassi permette di percepire i pezzi esposti come un insieme, mentre le strutture, simili a postazioni di lavoro con tanto di sedie da ufficio, incoraggiano un esame più ravvicinato. Evidenziando l’importanza dei frammenti, del riuso e dell’interpretazione, Recycling Beauty contribuisce a considerare il passato come un fenomeno instabile in costante evoluzione. La mostra ospita oltre 60 opere d’arte provenienti da collezioni pubbliche e musei italiani e internazionali, come Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Capitolini, i Musei Vaticani e la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

In un momento in cui si parla sempre più di upcycling, recycling e della necessità che i prodotti che indossiamo e utilizziamo possano godere di una seconda, terza e quarta vita, la mostra alla Fondazione Prada riflette sul riuso da un punto di vista inatteso, proponendo di considerare il classico non solo come un’eredità del passato, ma come un elemento vitale in grado di incidere sul nostro presente e futuro. Attraverso un innovativo approccio interpretativo e una modalità espositiva sperimentale, il patrimonio antico, e in particolare quello greco-romano, diventa, per usare le parole di Settis, «una chiave di accesso alla molteplicità delle culture del mondo contemporaneo». Recycling Beauty invita a porre l’attenzione sul momento in cui il pezzo antico abbandona la sua condizione iniziale o di rovina e viene riattivato, acquistando nuovo senso e valore grazie al gesto del riuso.

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