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23:42 giovedì 10 settembre 2026
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.

Il riciclo della bellezza

Recycling Beauty, dal 17 novembre al 27 febbraio alla Fondazione Prada, è un progetto di Salvatore Settis dedicato al riuso del passato e all’importanza dei frammenti e dell’interpretazione.

di Studio
17 Novembre 2022

Normalmente, la mano e il piede destro della statua colossale di Costantino (IV sec. d.C.) sono esposti nel cortile del Palazzo dei Conservatori a Roma. Grazie all’opera di Füssli del 1778-80, La disperazione dell’artista di fronte alla grandezza delle rovine antiche, negli anni i due pezzi dell’enorme scultura sono diventate il simbolo di un approccio emotivo e nostalgico nei confronti dell’antico, in contrapposizione con le teorie di Winckelmann, che alle rovine associavano ideali di armonia e di quiete. In effetti, è sempre stato difficile restare sereni di fronte a questi due blocchi di marmo: viene più spontaneo sentirsi minuscoli, provare un senso di vertigine e provare a immaginare, a partire dalle loro proporzioni, le dimensioni di una delle opere più importanti della scultura romana tardo-antica.

“Immaginare” fino ad ora, perché adesso, per la prima volta, si tratta di “vedere”: nelle due sale della Cisterna della Fondazione Prada, la mano e il piede sono accostati alla prima ricostruzione del Colosso in scala 1:1 mai realizzata. Un ambizioso esperimento con scopo ben preciso: evidenziare come l’opera sia il risultato della rielaborazione di una più antica statua di culto, probabilmente di Giove. Il tema della rielaborazione e del riciclo è al centro della mostra che inaugura il 17 novembre alla Fondazione Prada (fino al 27 febbraio 2023). A cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica, impreziosita da un progetto allestitivo ideato da Rem Koolhaas/OMA, Recycling Beauty è un’inedita ricognizione sul tema del riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco.

La mostra si inserisce in un’indagine più estesa che Fondazione Prada ha intrapreso dal 2015 quando presentò contemporaneamente negli spazi di Milano e Venezia Serial Classic e Portable Classic, due esposizioni curate da Salvatore Settis (con Anna Anguissola a Milano e con Davide Gasparotto a Venezia). Il progetto espositivo di Recycling Beauty, concepito da Rem Koolhaas/OMA (come i precedenti) con Giulio Margheri, si sviluppa in due edifici della Fondazione, il Podium e la Cisterna, come un percorso di analisi storica, scoperta e immaginazione. Nel Podium un paesaggio di plinti bassi permette di percepire i pezzi esposti come un insieme, mentre le strutture, simili a postazioni di lavoro con tanto di sedie da ufficio, incoraggiano un esame più ravvicinato. Evidenziando l’importanza dei frammenti, del riuso e dell’interpretazione, Recycling Beauty contribuisce a considerare il passato come un fenomeno instabile in costante evoluzione. La mostra ospita oltre 60 opere d’arte provenienti da collezioni pubbliche e musei italiani e internazionali, come Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Capitolini, i Musei Vaticani e la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

In un momento in cui si parla sempre più di upcycling, recycling e della necessità che i prodotti che indossiamo e utilizziamo possano godere di una seconda, terza e quarta vita, la mostra alla Fondazione Prada riflette sul riuso da un punto di vista inatteso, proponendo di considerare il classico non solo come un’eredità del passato, ma come un elemento vitale in grado di incidere sul nostro presente e futuro. Attraverso un innovativo approccio interpretativo e una modalità espositiva sperimentale, il patrimonio antico, e in particolare quello greco-romano, diventa, per usare le parole di Settis, «una chiave di accesso alla molteplicità delle culture del mondo contemporaneo». Recycling Beauty invita a porre l’attenzione sul momento in cui il pezzo antico abbandona la sua condizione iniziale o di rovina e viene riattivato, acquistando nuovo senso e valore grazie al gesto del riuso.

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