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23:12 martedì 28 aprile 2026
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.
Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.
Dopo anni di digitalizzazione, la Svezia reintrodurrà carta e penna nelle scuole per contrastare il crescente analfabetismo di ritorno degli studenti Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.
Il Cancelliere tedesco Mertz ha detto che nei colloqui di pace la diplomazia iraniana sta surclassando quella statunitense Secondo Merz, gli Usa hanno gravemente sottovalutato l'Iran e adesso non sanno come uscire da una situazione di stallo che loro stessi hanno creato.
Dopo quasi tre anni di distruzione, due ragazzi hanno aperto la prima nuova libreria di Gaza Si chiama Phoenix Library ed esiste grazie all'incessante lavoro di Omar Hamad e Ibrahim Massri.
Bon Iver ha fondato una cover band di Bob Dylan e l’ha chiamata Bon Dylan Band che farà soltanto due concerti, il 24 e il 25 luglio a Eau Claires, Wisconsin, città in cui Bon Iver ha vissuto tutta la vita.

Tre persone hanno avuto problemi medici durante le riprese del reality ispirato a Squid Game

26 Gennaio 2023

È possibile si tratti di una (perversa) forma di fedeltà all’opera originale: d’altronde, tutti abbiamo pensato la stessa cosa – ma siamo sicuri sia una buona idea? Non sarà mica pericoloso? E se qualcuno dovesse farsi male? – quando abbiamo scoperto che Netflix aveva deciso di realizzare un reality show ispirato a Squid Game. Una forma di fedeltà all’opera originale che, stando a quanto riporta il Guardian, ha portato al “ferimento” di tre partecipanti al reality. La stessa Netflix ha confermato che, in effetti, durante le riprese di Squid Game: The Challenge (questo il titolo del reality spin-off della serie, che vede 456 persone sfidarsi per un montepremi milionario, proprio come nella serie) tre concorrenti hanno avuto bisogno dell’intervento dei sanitari, ma la piattaforma si è anche premurata di precisare che i giornali che parlano di «infortuni gravi» raccontano il falso.

Tutto è partito da uno “scoop” del tabloid The Sun, che ha intervistato un concorrente del reality, rimasto anonimo, che ha raccontato che diverse persone hanno avuto bisogno di assistenza medica – alcune sarebbero addirittura state portate via dal set con delle barelle – a causa della temperatura freddissima dello studio (le riprese sono in corso di svolgimento presso i Cardington Studios, una ex base della Raf nel Bedfordshire, Regno Unito) in cui si stava registrando il primo degli squid game, Red Light, Green Light. Per chi non se lo ricordasse: si tratta di quella specie di “Un, due, tre, stella” in cui bisogna avanzare finché la gigantesca bambola-robot dà le spalle ai giocatori e rimanere immobili non appena si volta, chi si fa vedere ancora in movimento viene abbattuto a fucilate. Questo nella serie. Nel reality lo scopriremo.

«Nonostante stessero andando in ipotermia, molte persone hanno insistito per rimanere [sul set, ndr] perché in palio ci sono un sacco di soldi. Tanti hanno continuato a rimanere immobili, hanno continuato così per troppo tempo. C’è gente che ha iniziato il gioco convinta di diventare miliardaria e invece alla fine se ne è andata piangendo. Era come stare in una zona di guerra», questo il racconto, piuttosto drammatico, dell’anonimo concorrente. Che poi prosegue dicendo che «La gente veniva portata via dai medici ma gli altri non potevano dire nulla. Se avessimo parlato, saremmo stati eliminati… Ogni tanto si sentiva qualcuno gridare “medico!” e vedevamo la troupe del programma che iniziava a correre. Tra una ripresa e l’altra siamo rimasti fermi anche per mezz’ora. Alla fine c’era gente che strisciava». Che non si dica che lo spirito di Squid Game non è stato rispettato, insomma. Sarà contento il creatore della serie, Hwang Dong-hyuk.

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