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22:39 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

L’assurdità dell’amore secondo Raphael Bob-Waksberg

Intervista all’autore di Bojack Horseman e di Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata, il primo libro dello sceneggiatore appena uscito in Italia.

01 Giugno 2021

Secondo Raphael Bob-Waksberg – scrittore, sceneggiatore, produttore, attore e comico statunitense – una buona storia può fare la differenza; può, occasionalmente, rendere le persone che la leggono più felici o addirittura più consapevoli. In Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata (Einaudi), non si pone nessun limite. Scrive liste e racconti; cambia in continuazione il punto di vista, sceglie sempre nuovi protagonisti. Gioca con la fantasia e, in qualche caso, con l’assurdo. Costruisce, distrugge, azzarda. Ed è sempre terribilmente divertente. A volte alimenta i dubbi; altre, li spazza via.

Bob-Waksberg, che ha creato BoJack Horseman e Undone, parla della cosa scritta con sincerità totale, invitante, dolce. A un certo punto, ringrazia Marco Rossari, che ha tradotto il suo libro in italiano. «Spero sempre di scrivere cose abbastanza buone da meritarmelo». Ha lavorato a Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata tra i 20 e i 30 anni, «principalmente mentre non stavo facendo altro».

All’inizio, dice, «non sapevo nemmeno di avere un libro tra le mani; volevo solo scrivere qualche storia e qualche elenco. Alcuni dei pezzi più brevi li ho pubblicati sul mio blog. I più lunghi, invece, sono rimasti inediti, nel mio computer. Solo alla fine ho deciso di raccoglierli e di metterli insieme. Ho costruito il libro attorno a un solo tema, ed è proprio in questo tema che ho trovato un’ulteriore motivazione – be’, in questo e anche nella deadline del mio editore».

ⓢ Ma perché proprio l’amore?
È un argomento particolarmente ampio. Sapevo di poter scrivere di qualunque tipo di amore: di quello che provano le coppie, dell’amore tra fratelli e sorelle; ma pure dell’affetto che un cane prova per il suo padrone. E sapevo di non correre nessun pericolo di essere ripetitivo. Mentre scrivevo, ho iniziato immediatamente a dividere le storie migliori da quelle che, semplicemente, non andavano bene. Non c’era un motivo preciso. Probabilmente si è trattato solo di istinto. Una volta che ho finito di scrivere, ho capito che stavo provando a rispondere a una domanda: “Vale la pena amare?” Ho cercato una risposta per dieci anni della mia vita. Alcune storie sembrano suggerire che sì, ne vale la pena; altre che no, non ne vale la pena; e altre ancora lasciano la decisione al lettore.

ⓢ Da dove inizia quando lavora a una storia?
Di solito parto da una voce che sento nella mia testa: un’idea ricorrente, un pensiero fisso. Oppure parto da una situazione divertente o da una frase specifica. Poi, mentre scrivo, cerco un modo per giustificare o per spiegare le decisioni che ho preso costruendo qualcosa di più reale e di emozionante.

ⓢ Preferisce lavorare a un libro o a una serie tv come BoJack Horseman (disponibile su Netflix, nda)?
Sono due cose diverse, ed entrambe hanno i loro lati positivi e divertenti. È bello poter lavorare su personaggi che crescono e che cambiano nel corso del tempo o che, in qualche modo, restano sempre gli stessi. Ma è bello anche poter scrivere una storia, fare parte di un mondo per un po’ e poi abbandonarlo.

ⓢ Perché ha deciso di fare lo scrittore?
In realtà, non l’ho mai deciso. O almeno, non l’ho mai fatto in un modo così sicuro e netto. Ricordo che da giovane provavo una certa ansia per il mio futuro. Non sapevo cosa fare. Con il tempo, le opzioni che avevo sono diventate sempre di meno. E alla fine è rimasta un’unica possibilità: scrivere.

ⓢ Qual è il segreto di una buona storia?
Non c’è un segreto. E comunque se ci fosse, non glielo direi. Però, mentre scrivo, c’è una cosa che mi chiedo in continuazione: “Mi sto divertendo? Gli altri, soprattutto, si divertiranno leggendo?”. E se non è il divertimento che cerco, è qualcos’altro: un’altra delle tantissime emozioni che proviamo.

ⓢ Che cosa la spinge a scrivere?
Il solo bisogno che sento, mentre lavoro alle mie storie, è quello di dover pagare le bollette. O di dover rispettare il contratto che ho firmato. Io scrivo solo perché mi piace. Perché mi diverto. E quando non è così, non ci riesco. Non basta sentire un bisogno per farlo.

ⓢ Si può scherzare su qualunque cosa? Oppure dobbiamo fare attenzione?
Non dobbiamo fare un bel niente, secondo me; non siamo tenuti a nessun obbligo. Nonostante le lamentele e le insistenze di alcuni, non esiste una polizia delle battute; nessuno ci verrà ad arrestare se la nostra battuta non farà ridere. La cosa importante è tenere sempre a mente il proprio pubblico e scegliere con cura quello che si dice, soprattutto quando si tratta di una battuta.

ⓢ Perché?
Perché non ci sono sempre gli stessi spettatori, con la stessa sensibilità e la stessa idea di ironia, e perché spesso non abbiamo nessun controllo sul contesto in cui una battuta verrà ripetuta. Le battute non sono atti, diciamo così, neutrali, che esistono in assenza di chi le pronuncia; riflettono quello che siamo. È sciocco pensare il contrario.

ⓢ Lei che rapporto ha con il pubblico?
Provo a essere rispettoso nei confronti dei lettori, e provo a farlo attraverso il mio lavoro, dando sempre il massimo. Mi piace pensare di essere seguito da persone intelligenti, con una visione molto simile alla mia, abbastanza attente da notare il mio impegno. Ma il rispetto va di pari passo con il desiderio di metterle alla prova, di sorprenderle. Non voglio limitarmi e dare al pubblico quello che crede di volere.

ⓢ Lei crede nel lieto fine?
Nella finzione o nella vita vera? Nella finzione certo, ci sono finali felici in continuazione. Nella vita vera, il punto è un altro: che cos’è un finale?

ⓢ Le manca BoJack?
Per la maggior parte del tempo, no. È bello fare delle cose per un periodo e poi poter andare avanti, voltare pagina. A volte mi mancano le persone con cui ho lavorato, questo sì. Ma forse ci ritroveremo a collaborare su altri progetti.

ⓢ Perché le persone sono così ossessionate dall’idea di trovare l’anima gemella?
Se avessi potuto rispondere a questa domanda con una sola frase, non avrei avuto bisogno di scrivere un libro su questo argomento.

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