È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
I Radiohead hanno fatto il loro primo TikTok ed è molto inquietante
Ora su TikTok ci sono davvero tutti. Gli ultimi a unirsi sono i Radiohead che hanno rilasciato ieri, 1 aprile, il loro primo video sulla piattaforma. È criptico, estremamente inquietante, quindi nulla di sorprendente da parte del gruppo inglese. Nel TikTok ritorna Chieftan Mews, il personaggio mascherato che li accompagna in molti dei loro video (parlava negli intermezzi dei vari corti di The Most Gigantic Lying Mouth of All Time). Tutto quello che dice è «Cosa volete che dica? Questo è il vostro campanello d’allarme, buona giornata» e ripete svariate volte «tic toc, tic toc».
Come ricorda Dazed, l’uomo mascherato era apparso anche in un video Easter Egg su Youtube nel 2017 dove si mostrava mentre faceva un unboxing per festeggiare i 20 anni del celebre album OK Computer. Lo scorso anno il chitarrista Ed O’Brien aveva rassicurato i fan sul futuro dei Radiohead dicendo che sicuramente sarebbe uscito un nuovo album, prima o poi. Durante il lockdown il gruppo si sarebbe confrontato su Zoom per «parlare di cose in merito». Intanto qualche settimana fa Thom Yorke ha remixato la celebre “Creep” per una sfilata di alta moda del designer giapponese Jun Takahashi, la cui collezione si intitola “Creep Very”. Il vide è ancora sulla piattaforma, e sotto nei commenti ci si confronta un po’ confusi. Sono in molti a non capire cosa abbiano appena visto, a chiedere spiegazioni (stanno annunciando un nuovo album?) su qualcosa che forse con TikTok e con la sua generazione non c’entra molto. Nel frattempo sulla piattaforma sono in tendenza i video in cui i fratelli più piccoli, appartenenti alla Gen Z, si riprendono mentre ascoltano i gruppi consigliati dai fratelli più grandi, Millennial, come gli Arctic Monkeys e i Blur. Magari tra poco scopriranno anche i Radiohead.
È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
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