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11:51 lunedì 30 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 12.000 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Riserve della Repubblica, femmes fatale e guerci

Appunti per probabili e improbabili futuri Presidenti della Repubblica in ordine sparso, visto che se ne parla. Terza parte di un appuntamento fisso da qui alla fine del 2014. La nuova serie di Michele Masneri (oggi scrittori finissimi, uomini di destra e femme fatale).

11 Dicembre 2014

Continuano, e continueranno fino alla fine dell’anno, le quirinarie masneriane, schede e appunti su probabili e meno probabili aspiranti futuri Presidenti della Repubblica. Dichiarazione: è un classico totonomi, quello che tutti fanno dicendo di non fare, per carità, e come tale, nonostante si cerchi spesso di far credere il contrario, si nutre quasi mai di fatti e molto spesso di fantasia. E allora tanto vale non darsi regole: outsider, quote rosa, quote pop, quote camp, papabili, per nulla papabili, impresentabili. Verranno presentati a coppie, rigorosamente senza un criterio. Un divertissement, va da sé. E magari indoviniamo pure. (La prima parte è qui, la seconda qui).

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LUCIANO VIOLANTE

Riserva della Repubblica. Non ce l’ha fatta a essere eletto alla Corte Costituzionale; forse non ce la farà neanche al Quirinale. Magistrato a Torino in gioventù, fece eseguire la prima condanna a un signore che aveva detto «piciu» a un vigile urbano. È stato ventinove anni alla Camera («più di quanto è durato il fascismo»). «Sono nato in Etiopia, in un campo di concentramento inglese. Mio padre l’ho conosciuto quando avevo cinque anni, me lo presentarono il giorno di Pasqua del 1946. Alla stazione». Alla definizione di «garantista» preferisce quella di «legalitario». Ha appena pubblicato un saggio per Einaudi, Il dovere di avere doveri, contrappasso e controcanto a quello di un altro papabile, Stefano Rodotà (Il diritto di avere diritti, Laterza, 2013). Marco Travaglio lo odia e lo definisce «il participio presente». Ha casa a Cogne.

ALBERTO ARBASINO

Riserva della Repubblica. Il nostro scrittore e kulturkritiker più intelligente, con curriculum da grand commis più di tanti professionisti: laureato e assistente in diritto internazionale con Roberto Ago, già esperto di diritto del Mare (potrebbe dare una mano sul caso Marò). Studente estivo a Harvard ai seminari di Henry Kissinger e George Kennan, è stato anche deputato, per una legislatura, tra gli indipendenti del partito Repubblicano (in commissione Cultura, finì poi in depressione, come biasimarlo). Se non presidente, almeno senatore a vita, questo lo pretendiamo. Sul serio.

DONNA VITTORIA LEONE

Femme fatale. Già consorte del più sputtanato dei nostri presidenti, l’unico che abbia però ispirato narrazioni perfide e bestseller in epoche pre-House of Cards, in Giovanni leone, la carriera di un presidente di Camilla Cederna, poi ritirato e vituperato; lì, storie d’amori minorili; il matrimonio «portato», come si dice a Napoli, tra il papà della nubenda diciassettenne e quello dell’avvocato e giurista in ascesa, trentasettenne. Al Quirinale, poi, camere separate, boschi di querce secolari disboscati per far posto a una piscina e a un eliporto nuovo di zecca «per far atterrare il presidente Ford» (mentre Nixon era atterrato in pieno ’68 direttamente su piazzale del Quirinale chiuso al traffico). E macchine del fango pre-Photoshop; pacchi con foto compromettenti di Donna Vittoria inviate ai deputati per posta; e una crociera sulla motonave Tiziano in acque greche nel 1971 alla vigilia dell’elezione al Colle viene infiltrata da agenti del Sifar che puntano allo scoop di Donna Vittoria in déshabillé, o magari con qualche marinaretto, ma lei si corica sempre molto presto, e gli unici scoop sono il presidente in pectore a cantare canzoni e raccontare barzellette al tavolo del capitano. Poi un Quirinale delle Libertà, con «hostess squillo della agenzia Hostess Club», «ex vedettes di Macario», e naturalmente «i tre monelli», Mauro, Paolo, Giancarlo, figli presidenziali (e un celebre motoscafo all’Argentario chiamato Mapagià, dalle loro iniziali). Mauro, detto «’o principino» o «il vicepresidente», ordinario di diritto penale e insignito della Légion d’Honneur a 25 anni, sempre presente agli incontri politici del padre. Quando Moro (presidente del Consiglio) sale al Colle, si ritrova il ragazzo. «Ma che, nun lo volite, o guaglione?», dice il Presidente della Repubblica. Moro: «No».

MASSIMO CARMINATI

Anche noto come «er guercio» o «er cecato», causa ferita in conflitto a fuoco e successivo look alla Google Glass. Finalmente un uomo di destra al Quirinale, a suggellare la pacificazione nazionale, nel solco del famoso discorso di Violante sui ragazzi di Salò del 1996. Con expertise guadagnati poi sul campo, in trattative Stato-mafia veramente efficaci e senza tentennamenti.

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