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Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
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Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.

Quentin Tarantino ha detto che Paul Dano è un attore scarso e i colleghi di Paul Dano hanno detto che Quentin Tarantino farebbe meglio a starsene zitto

Tarantino lo ha accusato di aver “rovinato” Il petroliere, definendolo «un tipo debole e poco interessante».

05 Dicembre 2025

Nel podcast di Bret Easton Ellis, Quentin Tarantino ha inserito Il petroliere di Paul Thomas Anderson tra i suoi 20 film preferiti del ventunesimo secolo, precisando però di avere un problema con Paul Dano, definito il vero punto debole della pellicola. Il regista ha raccontato che già vedendo una prima versione del montaggio, gli era subito parso chiaro come Paul Dano non fosse all’altezza della situazione. A giudizio di Tarantino, Dano non reggeva il confronto con Daniel Day-Lewis. Non pago, ha poi rincarato la dose, andando più sul personale: «È proprio un tipo così debole, debole e poco interessante. […] Dovrebbe essere un duetto, e invece non lo è». Una posizione così critica, espressa senza mediazioni e subito rilanciata dai media come Deadline, ha immediatamente acceso la discussione.

Il primo a difendere Dano è stato il regista Matt Reeves, che lo ha diretto in The Batman: a TheWrap ha descritto l’interprete come «uno dei più rigorosi della sua generazione». Meno sottile è stato Alec Baldwin, che ha invitato Tarantino a «misurare le parole» quando parla di colleghi che «hanno costruito carriere solide senza clamore». Ben Stiller, che lo ha diretto nella serie Escape at Dannemora ha difeso Dano sulla stampa e sui social, ricordando quanto quello dell’attore sia «un lavoro sotterraneo che non cerca mai la scena facile». Insomma, per Dano c’è stata da subito una difesa collettiva da parte di colleghi e registi, che ne apprezzano lo stile professionale sobrio dentro e fuori dal set, lontano dagli atteggiamenti polemici del suo accusatore.

In poche ore sono poi arrivate le attestazioni di stima di Zoe Kazan e Toni Collette, ma anche di produttori, professionisti vari del settore e agenzie di talenti. Nessuno invece per il momento ha sostenuto la posizione di Tarantino, non nuovo a prese di posizione nettissime su star e personalità del mondo del cinema. Nello stesso podcast aveva criticato anche Owen Wilson, reo di avergli rovinato Midnight in Paris (un altro dei suoi film preferiti del secolo) e Matthew Lillard.

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