Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Il prossimo progetto di Quentin Tarantino non è un film ma un’opera teatrale
«Non ho nessuna fretta di cominciare la preproduzione. Faccio questo lavoro da 30 anni. Il mese prossimo mio figlio compie cinque anni, ho una figlia di due anni e mezzo. Quando sono in America, scrivo. Quando sto in Israele sono un abba, cioè un padre» (Tarantino si è trasferito da due anni a Tel Aviv assieme alla moglie, Daniella Pick, e ai due figli). Così Quentin Tarantino ha risposto alla domanda “ma questo ultimo film della tua carriera, quando ce lo giri?”. A porla, la domanda, è stato Elvis Mitchell, ex critico cinematografico, professore e presentatore, durante un panel organizzato all’interno del Sundance Film Festival. Tarantino, come riporta Variety, ha detto che anche che sì, sta scrivendo, ma non un film: è al lavoro sul suo esordio teatrale. Sta scrivendo un’opera, ha spiegato, che se si dovesse rivelare un successone potrebbe essere adattata in un film. Cosa sappiamo di quest’opera? Niente, Tarantino non ha dato nessuna informazione a riguardo. Forse l’adattamento cinematografico potrebbe scriverlo lui, chi lo sa, ha accennato. Al momento non ci sta pensando, anche perché vorrebbe tornare sul set, ha detto, quando entrambi i suoi figli saranno abbastanza grandi da ricordarsi l’esperienza. Vuole portarli tutti e due a girare con lui, insomma, e vuole che questo diventi un momento padre-figlio-figlia. Considerando che la figlia più piccola del regista ha due anni e mezzo, potremmo dover aspettare un pezzo prima di vedere questo ultimo film.
Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Le ricerche dicono che il gusto musicale si congela intorno ai 33 anni. Ma dietro c'è un fenomeno più profondo, che riguarda il modo in cui il cervello codifica i ricordi, la costruzione dell'identità e un'industria che monetizza la nostalgia.