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18:27 martedì 16 giugno 2026
È disponibile in streaming Free Party: A Folk History, uno dei più bei documentari di sempre sulla storia dei rave Presentato nel 2023, il film di Aaron Trinder racconta la nascita della scena rave britannica e soprattutto il leggendario festival di Castlemorton, uno dei più grandi rave di tutti i tempi.
Ci vorranno almeno sei mesi per rimuovere tutte le mine piazzate nello Stretto di Hormuz e riaprirlo davvero Ma prima bisogna capire se queste mine ci sono, perché l'Iran potrebbe come non potrebbe averle piazzate.
La Cassazione ha stabilito che se i tuoi colleghi ti causano ansia e stress il tuo capo deve risarcirti (e tanto, anche) Dopo la sentenza il lavoratore in questione è stato riassunto e il datore di lavoro costretto a pagare un risarcimento di 80 mila euro.
A Berlino ci sarà la più grande retrospettiva mai dedicata a Ryuichi Sakamoto Si intitola seeing sound, hearing time e, dopo Tokyo e Pechino, arriva finalmente anche in Europa, dall'11 settembre 2026 al 23 maggio 2027.
Timothée Chalamet ha detto che vedere i Knicks che vincono il titolo NBA è molto meglio che vincere l’Oscar «Preferisco aver vinto questo che gli Oscar», ha detto, festeggiando il titolo NBA vinto dai Knicks, 53 anni dopo il precedente.
La diplomazia iraniana avrebbe assunto degli psicologi che aiutassero i negoziatori a comunicare con Trump come si comunica con i pazienti psichiatrici E a quanto pare la decisione avrebbe portato a dei significativi progressi nelle trattative di pace.
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
Il primo sciopero di tutti i lavoratori della cultura nella storia d’Italia Si fermano il personale di musei, biblioteche, archivi e teatri, insieme ai lavoratori autonomi dell'editoria, dello spettacolo e della produzione artistica e culturale.

Quello che le ricerche su Google dicono sulle malattie mentali

09 Aprile 2013

L’inverno è molto più deprimente dell’estate: se ne sono accorti (casomai ci fosse bisogno di ulteriori conferme) alcuni ricercatori che hanno studiato la ricerca di alcune parole chiave su Google.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine getta una nuova luce sulla ricerca nel campo delle malattie mentali. Analizzando i database di query di Google e isolando quelle relative alle psicopatologie, un team di esperti è riuscito a evidenziare come i trend di ricerca seguano trend di durata stagionale.

Il gruppo ha analizzato chiavi di ricerca inerenti alla salute mentale usate negli Stati Uniti e in Australia dal 2006 al 2010. Le keyword sono state raggruppate per categoria di malattia (fra le altre: ansia, bipolarismo, depressione, disturbi alimentari, schizofrenia).

Nel complesso, i ricercatori hanno scoperto che le ricerche in questi ambiti occorrono con molta più frequenza in inverno che in estate. I

In particolare, le query correlate ai disturbi di carattere alimentare d’estate diminuiscono di quasi il 40% negli Stati Uniti, e del 42% in Australia. Lo stesso discorso vale per la schizofrenia: -37% di ricerche in USA, -36% in Australia. «Internet è un fattore rivoluzionario, siamo in grado di comprendere lo schema delle patologie mentali della popolazione» ha dichiarato John Ayers, della Graduate School of Public Health dell’università di San Diego.

Nell’immagine: un Google Doodle per l’equinozio di primavera.

(via)

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