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19:13 mercoledì 1 aprile 2026
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha creato un’esperienza di realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.

Quello che era meglio non sapere di Yair Lapid (video)

23 Gennaio 2013

Come avrete probabilmente sentito, in Israele si sono concluse le elezioni. Contro ogni previsione (incluse le nostre), il vincitore (in senso morale e non solo) è l’ex giornalista belloccio Yair Lapid, il cui partito Yesh Atid (“c’è un futuro”), fondato meno di un anno fa, è diventato la seconda forza della politica israeliana.

Molto probabilmente Yesh Atid farà parte della prossima coalizione di governo. E c’è chi ipotizza che Lapid possa diventare ministro degli Esteri o delle Finanze, «una faccia spendibile con Obama», come scrive Dimi Reider sul popolare sito israeliano 972mag.

Insomma, Yair Lapid, una faccia per lo più sconosciuta qui in Europa, potrebbe essere una delle figure chiave del prossimo governo israeliano. Nel caso, ci torneremo più in là. Per il momento, ecco tre video che spiegano, in maniere diverse, quello che c’è da sapere di Yair Lapid.

Lapid vs Google (2008)

Giornalista televisivo e figlio del politico anticlericale Tommy Lapid (una specie di Marco Pannella israeliano), Yair Lapid ha condotto per anni un popolare talk show, che ha lasciato nel 2012 per darsi alla carriera politica (nota: in Yesh Atid “non ci sono politici di professione”). Ecco una storica intervista con il fondatore di Google Sergey Brin. In cui, tra le altre cose, Lapid chiede all’intervistato, evidentemente imbarazzato, se Google ha un’identità ebraica e come mai i siti negazionisti non sono censurati.

Lo status di icona uber-israeliana (parodia del 2007)
Col tempo Yair Lapid è diventato un’icona di “israelitudine”, per una serie di ragioni che qui sarebbe complesso enumerare. Nel 2007 è finito sul cartone animato MK (una specie di South Park israeliano), questa la scena: la sua assistente si permette di suggerire di cambiare la scaletta, per chiudere con “qualcosa di super israeliano” e lui risponde prendendola a botte: “Sono io l’unica cosa super-israeliana, più dell’esercito, più dello hummus, più dei fallafel”

Paroliere tamarro (1989)

Se è ben noto il passato da giornalista di Yair Lapid, meno noti sono i suoi trascorsi (per fortuna remoti) di musicista e paroliere. Tra le “perle” composte da Lapid, c’è questo classico della fine degli anni Ottanta:

Ecco, quando e se Obama stringerà la mano a Lapid, pensate a questo video.

@annamomi
foto: Yotam Ronen / activestills.org

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