Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Queer di Luca Guadagnino andrà in streaming su Mubi
In Italia, Regno Unito, Irlanda, Canada, tutta l’America Latina, Germania, Austria, tutti i Paesi del Benelux, Spagna, Turchia e India i diritti per la distribuzione di Queer di Luca Guadagnino, adattamento del romanzo omonimo di William S. Burroughs (di cui abbiamo parlato qui) se li è accaparrati Mubi. Come riporta Deadline, per quanto riguarda l’Italia, l’accordo non include la distribuzione nelle sale cinematografiche. La notizia arriva dopo il successo riscosso dal film alla Mostra del cinema di Venezia: lunga standing ovation alla fine della prima e una delle conferenze stampa più divertenti – merito soprattutto della brillantezza di Guadagnino nel maneggiare il delicatissimo tema “chi sarà il prossimo James Bond” – viste quest’anno a Venezia.
Prima della Mostra del Cinema era già arrivata la conferma, invece, che in Nord America Queer avrebbe potuto fregiarsi del prestigioso logo A24. Il distributore-produttore americano sembra aver sviluppato un certo interesse per i film dei grandi registi italiani contemporanei: negli Usa e in Canada, infatti, A24 distribuirà anche Parthenope di Paolo Sorrentino. Tornando a Queer e a Mubi: al momento la piattaforma non ha ancora rivelato i piani per la distribuzione. Probabilmente, altre notizie arriveranno a breve: il film avrà la sua premiere americana durante lo Spotlight Gala del New York Film Festival e poi quella inglese al BFI London Film Festival.
Si può prevedere anche per il resto del mondo una data d’uscita nelle sale vicina a quella scelta da A24 per il Nord America: il 27 novembre. Per la distribuzione in streaming, ovviamente, bisognerà aspettare ancora un po’.
Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Le ricerche dicono che il gusto musicale si congela intorno ai 33 anni. Ma dietro c'è un fenomeno più profondo, che riguarda il modo in cui il cervello codifica i ricordi, la costruzione dell'identità e un'industria che monetizza la nostalgia.