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Il Noma di Copenaghen sta diventando il prossimo caso di MeToo Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fidica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.

I pasti confezionati sono il food trend del 2020

30 Dicembre 2020

In articolo di un anno fa, la Bbc stilava una lista degli alimenti che avrebbero spopolato nel 2020. Riduzioni di sciroppo di frutta da usare in cucina, maccheroni alla cannabis, salumi di pesce, alimenti derivati dai vegetali. L’unica tendenza azzeccata di questo elenco di “cibi da tenere d’occhio” sono state le farine alternative a quella tradizionale 00, ma solo perché gli scaffali dei supermercati sono depredati di quest’ultima. Nessuno aveva previsto che la principale tendenza in fatto di cibo sarebbero state le mono porzioni di cibo da Covid Hotel o da ospedale. Se in Italia il fenomeno è stato contenuto, nel resto del mondo migliaia di persone hanno stazionato nei Covid Hotel, rientrando da un paese in cui il Covid brulicava. In queste “strutture di quarantena” gli ospiti sono stati serviti da catering di massa che hanno fornito pasti dozzinali ma dalle  combinazioni che per alcuni si sono rivelate sorprendenti: alcune buone, alcune commestibili e alcune delle quali è meglio dimenticarsi velocemente.

La Bbc ha raccolto le storie culinarie di questi “quarantine meals”. «Apprezzeremo di più il cibo degli arei», ha detto un certo Henry Parham, dopo l’esperienza dell’accoppiata muffin ai mirtilli e uova, lasciati fuori dalla sua stanza a Melbourne, in Australia, dopo il suo ritorno negli Stati Uniti all’inizio di quest’anno. C’è chi ha trovato analogie con i pasti delle mense scolastiche e chi è arrivato ad apprezzare il cibo anche solo perché interrompeva la monotonia delle giornate tra quattro mura. «Per me, sono stati i tre momenti più emozionanti della giornata. Non sapevo mai cosa mi sarebbe toccato», ricorda Henry. Ci sono altre storie decisamente meno positive. Un ragazzo dello Sri Lanka è rimasto traumatizzato dall’accostamento di una zuppa di lenticchie con dei noodle, mentre un compagno di quarantena dell’autore dell’articolo, a sua volta ospite di una struttura per la quarantena a Singapore, ha paragonato i suoi pasti a vari animali e insetti, come i noodle che sembravano vermi o quelli a coda di topo. 

C’è chi si è rimboccato le maniche: il pluripremiato barista neozelandese Sam Low, armato di forbici, ha scomposto e assemblato i piatti facendoli diventare composizioni degne di ristoranti stellati, almeno nella forma. «È diventato follemente virale», ha dichiarato poche settimane dopo che il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha condiviso su Instagram le foto dei suoi pasti “trasformati”.

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